La 49ª Settimana Sociale (21-24 ottobre 2021) ha riunito a Taranto oltre 700 delegati e un centinaio di vescovi, sacerdoti e religiosi, laici, rappresentanti delle istituzioni, della politica e della cultura sul tema «Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso». Non un convegno, «ma una piattaforma di partenza per dare speranza e avviare processi», sentenzia il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei. I giovani lanciano e firmano il «Manifesto dell’Alleanza» per coniugare ambiente, lavoro, sviluppo, a cominciare dalle «buone pratiche» e con la volontà di camminare insieme, nella consapevolezza che «il cambiamento non avviene solo dall’alto, ma è fondamentale il concorso della nostra conversione. È necessario: costruire comunità energetiche; diventare una società “libera dal carbone, carbon free” e “libera dal caporalato, caporalato free”». Sono tanti i semi gettati.

Papa Francesco segnala tre cartelli della strada verso la speranza

Per uscire dalla pandemia non bisogna rassegnarsi «a stare alla finestra e guardare». Cosa fare per rialzarsi? «Convertirci a Dio e imparare il buon uso dei suoi doni, primo il creato». Il primo cartello è «l’attenzione agli attraversamenti, perché troppe persone incrociano le nostre esistenze mentre si trovano nella disperazione», dai giovani costretti ad emigrare, alle donne costrette a scegliere tra maternità e professione, Il secondo cartello è «il divieto di sosta», che sono diocesi, parrocchie, comunità, associazioni, movimenti, gruppi ecclesiali stanchi e sfiduciati, rassegnati di fronte a situazioni complesse. Il terzo cartello è «l’obbligo di svolta» determinato «dal grido dei poveri e quello della Terra. La conversione deve toccare l’ecologia umana, ambientale e sociale. Il pianeta che speriamo è quello dove mondi culturalmente distanti, convergano animati dalla comune preoccupazione per il bene comune».

Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia: «Servono risposte globali»

«Non possiamo rispondere a problemi globali con risposte locali. Di fronte a problemi comuni dobbiamo rispondere con responsabilità comuni», come è successo con la pandemia. Quanto all’emergenza climatica, «il ruolo dell’Europa è cruciale per definire gli “Accordi di Parigi” sul clima e moltiplica gli sforzi per raggiungere la neutralità climatica nel 2050 e predisporre un pacchetto di misure per ridurre del 55% le emissioni di carbonio entro il 2023». Per David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, «L’ambiente è la bussola e la chiave che tiene insieme tutto: dai cambiamenti climatici alle migrazioni, dalle sfide tecnologiche alle grandi questioni economiche e finanziarie».

«Tutto l’acciaio del mondo non vale quanto la vita di un bambino»

Conclude mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto. La presenza della Chiesa italiana dice tutta la vicinanza della Chiesa a Taranto. «In questi mesi di preparazione abbiamo maturato progressivamente, attraverso incontri nelle diocesi e sui territori ed audizioni con le istituzioni, la convinzione che è importante sostenere alcune proposte di riforma per l’ecologia integrale. Abbiamo convenuto che il cambiamento non avviene dall’alto ed è fondamentale il concorso della nostra conversione negli stili di vita come singoli cittadini e come comunità». «Ce la possiamo fare tutti insieme. Ci vuole solo coraggio!». Quattro le azioni concrete segnalate: «La costituzione di comunità energetiche attraverso l’impegno delle piccole comunità – parrocchie, condomini, aziende – a implementare queste tecnologie e a diventare produttori e consumatori di energie pulite.

La seconda è la finanza responsabile o «il voto con il portafoglio»

Si tratta di premiare con le proprie scelte di consumo le realtà produttive esemplari nell’impegno per l’ambiente e la dignità dei lavoratori. La terza pista è il consumo responsabile, connesso alla filiera agroalimentare: «Sempre più attenzione va posta all’acquisto di prodotti la cui filiera sia certificata come “libera dal caporalato”. La quarta e ultima pista è la sottoscrizione del «Manifesto dell’Alleanza» proposto da un gruppo di giovani, con al centro i concetti di alleanza sociale e inter-generazionale. Molta attenzione all’analisi della Coldiretti sui consumi e gli sprechi alimentari secondo i dati Onu: «Ogni anno nel mondo viene sprecato quasi un miliardo di tonnellate di cibo, pari al 17% di quello prodotto, con un impatto devastante sull’ambiente e sul clima, oltre che su un’economia. In Puglia il cibo buttato supera le 250 mila tonnellate all’anno. Ogni pugliese butta nella spazzatura fino a 80 chili di prodotti agroalimentari. Dice la Coldiretti: «Il mondo agricolo potrebbe svolgere uno straordinario ruolo di sussidierà e utilità sociale, recuperando e donando alle persone bisognose prodotti agroalimentari, ritirati dalla vendita. È necessario far crescere la consapevolezza rispetto al consumo corretto degli alimenti, semplificare i percorsi per assicurare le donazioni e riconoscere all’agricoltura un ruolo da protagonista».

Pier Giuseppe Accornero