Skip to Main Content

Fatti e opinioni  

La NATO ad Ankara e la sicurezza dei cittadini.

La NATO ad Ankara e la sicurezza dei cittadini.

Il summit dei paesi della NATO che si è recentemente svolto ad Ankara in Turchia ha riproposto temi ed argomenti che sono al centro del dibattito politico da ormai molto tempo. Temi che semplicemente non si possono eludere proprio perché il capitolo della difesa e della sicurezza è ormai al centro dell’agenda programmatica di tutti paesi. E non solo di quelli che non conoscono né la democrazia e né la libertà. E che, purtroppo, sono la maggioranza nello scacchiere internazionale. Ma, per fermarsi al vertice turco con i vari capi di Stato e di governo presenti, il tema del riarmo non può essere sganciato, appunto, dal capitolo di come oggi si possono garantire difesa degli stati e sicurezza per i cittadini senza compromettere o comprimere gli indispensabili investimenti nei settori che attengono alla vita quotidiana di tutte le persone.

Ed è proprio questo l’elemento che resta al centro del dibattito politico, culturale e anche programmatico dei vari governi quando si affrontano temi così delicati come quello, appunto, della sicurezza del proprio paese. Certo, purtroppo assistiamo ad una progressiva recrudescenza nei rapporti tra i vari stati e, soprattutto, la parola “guerra” ha nuovamente fatto capolino nel nostro tempo quando tutti pensavamo che ormai tutto ciò che era riconducibile ai conflitti bellici appartenesse inesorabilmente ed irreversibilmente al passato. Così non è e la conferma arriva non soltanto dai drammatici e perduranti conflitti in corso – da quello russo/ucraino a quello tra l’Iran e gli Stati Uniti d’America – ma dalle molteplici minacce che attraversano tutti i continenti. Con il Medio Oriente in perenne e costante ebollizione e con tutti gli strascichi di matrice terroristica che tutto ciò comporta. È di tutta evidenza, quindi e di conseguenza, che la sicurezza degli Stati e anche e soprattutto dei paesi che fanno parte dell’Unione Europea non è una variabile indipendente ai fini della politica estera di uno Stato. E quindi del progetto politico di una coalizione che guida momentaneamente uno Stato. Come, ad esempio, l’Italia.

Ecco perchè il tema della sicurezza e della difesa non può essere imprigionato dall’ipocrisia o dal doppiopesismo. Si tratta, cioè, da un lato di continuare ad essere fedeli alla storica vocazione europeista ed atlantica del nostro paese senza inseguire falsi miti e, dall’altro, di non assolutizzare solo la sicurezza a scapito di altri argomenti. Occorre avere, cioè, l’intelligenza politica e l’accortezza tattica di sapere integrare il tutto in un progetto politico, e di governo, dove la sicurezza dei cittadini e la difesa dello Stato rientrino in una cornice culturale affidabile, seria e coerente. Solo così sarà possibile far sì che anche i vertici della NATO, quando si fanno, non appaiano come dei summit sganciati dalla realtà e dai bisogni concreti dei cittadini.

Stefania Parisi

LASCIA UN COMMENTO  

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *