18 Agosto 2025
La Dc, il mondo arabo e il Governo Meloni
Stefania Parisi propone un parallelo tra le politiche estere rivolte al mondo arabo del periodo democristiano e quelle del Governo Meloni.
Il rapporto dell’Italia, più che non dell’Occidente, con il mondo arabo è sempre stato alquanto singolare. O meglio, l’Italia per lungo tempo ha coltivato una linea che ha reso la politica estera del nostro paese quasi un unicum rispetto al comportamento degli altri paesi europei. E questa singolarità era quasi esclusivamente riconducibile al ruolo politico che, su questo versante, ha avuto, e concretamente giocato, la Democrazia Cristiana. Verrebbe quasi da dire tutta la Democrazia Cristiana, al di là delle sue sfumature interne. Una attenzione del tutto particolare e una sensibilità ai problemi riconducibili all’area mediterranea, e al suo concreto governo, che ha portato l’Italia per svariati decenni a diventare quasi il punto di congiunzione tra i problemi che caratterizzavano la composita e variegata area araba con l’Occidente. Un ruolo, se così lo possiamo definire, quasi di cerniera. Perché se da un lato la fedeltà atlantica ed europeista della Dc e dei suoi governi non è mai stata messa in discussione, dall’altro la particolare attenzione alle vicende che attraversavano quel mondo così frastagliato e complesso non è mai venuta meno. Frutto anche, e soprattutto, della sensibilità politica della classe dirigente della Democrazia Cristiana e della sua spiccata cultura di governo. Una cultura di governo che non era mai confusa con richiami demagogici, populisti o vagamente ecumenici. Richiami che, invece, hanno caratterizzato molti governi che sono succeduti a quella cinquantennale esperienza politica.
Ora, e senza fare confronti del tutto fuori luogo, credo sia importante capire come, oggi, questa storica sensibilità politica del nostro paese nei confronti del mondo arabo e dell’intera area mediterranea, si manifesti nei concreti atti di governo. Non c’è alcun dubbio, al riguardo, che lo stesso “piano Mattei” varato e su sui scommette l’attuale Governo, non è lontanamente paragonabile a quella ormai storica sensibilità politica, culturale e sociale. E questo per una ragione persino troppo semplice da spiegare. E cioè, il dialogo con il mondo arabo è frutto e conseguenza di un progetto politico – e anche culturale – che non può essere confuso con l’improvvisazione o la casualità. Certo, la Presidente Meloni ha da subito investito politicamente su questo progetto e, su questo versante, le va dato atto che non le manca una forte sensibilità politica. Ma questo dialogo e questa sensibilità, affinché non siano riconducibili ad una semplice pagina propagandistica od estemporanea, deve tradursi in un progetto di medio/lungo termine affinché la partecipazione al governo dell’area mediterranea diventi non un semplice espediente ma un investimento politico strategico nella costruzione della politica estera del nostro paese.
Perché se è vero, com’è vero, che la politica estera è il punto di forza di questo governo, è altrettanto vero che la sua credibilità la si ricava anche e soprattutto da come affronta – e ieri come oggi il tema non cambia – l’intricato e sempre complesso rapporto con il mondo arabo.
Stefania Parisi
LASCIA UN COMMENTO
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *