Alla fiera EcoMondo di Rimini c’è anche la multinazionale turca Kastamonu Italia, promotrice del progetto di co-inceneritore a Frossasco. E il Comitato Frossasco Ambiente scrive agli organizzatori, sottolineando la contraddizione di ospitare espositori distanti dai concetti di sostenibilità e rispetto per l’ambiente.

In risposta alla partecipazione di Kastamonu Italia alla fiera per una transizione ecologica EcoMondo di Rimini, il Comitato Frossasco Ambiente ha scritto agli organizzatori la seguente lettera.

 

La lettera

Gentili organizzatori della fiera ECOMONDO di Rimini,

abbiamo appreso con delusione della presenza, fra gli espositori, della multinazionale turca Kastamonu con la sua società Kastamonu Italia che ha acquisito nel 2017 due stabilimenti per la produzione di pannelli truciolari, a Codigoro e a Frossasco.

 

Due stabilimenti, due incendi

Entrambi gli stabilimenti sono stati interessati, poco dopo essere entrati nella disponibilità di questa società, da grandi incendi industriali che hanno riguardato il materiale stoccato In particolare, nella primavera 2019 a Frossasco in provincia di Torino, un rogo della durata di ben 12 giorni, di matrice sconosciuta, ha interessatole circa 100 mila tonnellate di rifiuti di ogni genere che erano stoccati nei cortili della società. Esso ha causato gravi disagi alla popolazione di Frossasco e dei paesi limitrofi per la dispersione di inquinanti su tutto il territorio.

 

Il sito è ancora da bonificare

A tutt’oggi, nonostante siano passati tre anni, il piazzale non è stato ancora bonificato dai residui del rogo con tutte le conseguenti problematiche di carattere ambientale. Il sito non era, come non è attualmente, ancora attivo.

Un inceneritore da 90mila tonnellate l’anno

Desideriamo inoltre ricordare che il progetto Kastamonu per Frossasco, ad oggi non ancora autorizzato, prevede di importare dall’Italia e dall’estero 400 mila tonnellate di rifiuti legnosi all’anno, delle quali ben 1/4 sarebbe destinato ad essere incenerito in un impianto che gli enti competenti hanno classificato come “co-inceneritore di rifiuti a ciclo continuo da 90mila tonn annue”.

 

CO2, metalli pesanti, diossine e formaldeide in atmosfera

Come potete immaginare questo impianto provocherebbe ingenti immissioni in ambiente di

  • CO2
  • metalli pesanti
  • diossine
  • formaldeide

in quantitativi tali da dover ricorrere a deroghe ai limiti degli inquinanti previsti dalle norme attuali per il suddetto impianto.

 

Duecento tir al giorno

In aggiunta, il progetto prevede un pesante incremento del traffico su gomma quantificabile in circa 200tir/giorno.

 

Un ciclo produttivo virtuoso ed ecosostenibile?

Non concepiamo quindi come tale ciclo produttivo possa essere fatto passare per virtuoso ed ecosostenibile, poiché il recupero parziale del rifiuto (ben lungi da1l’avvicinarsi al 100%) comporterebbe vantaggi esclusivamente alla azienda proponente mentre sarebbe causa di danni al territorio,

  • sia in termini di immagine, è prevista una maxi ciminiera alta 45 metri, (Frossasco e il Pinerolese sono zone a vocazione agroalimentare di qualità)
  • che di inquinamento (a ridosso delle Alpi gli inquinanti stagnano e non si disperdono) e di conseguenza sulla salute dei cittadini.

Ricordiamo che la Pianura Padana è una delle aree maggiormente inquinate, come dimostrato da innumerevoli ed autorevoli studi e rapporti come Mal’Aria di Città di Legambiente.

 

Il pannello di truciolato è diventato ecologico?

Infine non concepiamo come il pannello di truciolato, definito dal Ministero della Salute come il maggior inquinante indoor per via della presenza di formaldeide, possa essere considerato“materiale ecologico”.

 

Attenti al greenwashing

Per il futuro confidiamo che la vostra manifestazione, che seguiamo con interesse e di cui approviamo le finalità, approfondisca maggiormente le collaborazioni per evitare di supportare, seppur involontariamente azioni di greenwashing.

Cordiali saluti

Massimino Dr.Vincenzo

Presidente Comitato Frossasco Ambiente
www.frossascoambiente.it