Arrivano nella nostra isola con ogni mezzo ed in ogni ora del giorno ed anche  della notte, con il favore delle tenebre.

Si aggirano nella nostra terra che hanno a lungo sognato lasciando alle loro spalle realtà che molti  di loro vorrebbero lasciare per sempre.

Nella stagione calda gli uomini vestono in modo spesso sconveniente, così come molte delle loro donne che non sembrano tenere in alcuna considerazione il decoro e nemmeno il dovuto rispetto  delle tradizioni della nostra gente. Si raccolgono spesso in chiassosi gruppi più o meno numerosi e non si fanno problema di rispettare le regole minime della convivenza civile: riproducono a tutto volume le loro canzoni e spesso schiamazzano fino  a notte fonda, senza alcun rispetto per la quiete pubblica.

Gli adulti -uomini e donne- non si vergognano di consumare bevande super-alcooliche con le quali talvolta finiscono con l’ubriacarsi; i loro figli, poi, si dissetano  spesso con bevande gassate e, tra le risate, emettono sonori rutti di cui non sembrano affatto provare vergogna.

Dai loro banchetti si levano odori di cibi per molti di noi quasi sconosciuti e consumano alimenti che la maggior parte di noi non si potrebbe permettere.

Non sembrano neppure curarsi del nostro ambiente naturale: la nostra terra sembra essere diventata  luogo di conquista di gente che scorrazza in lungo ed in largo  lasciando ovunque traccia del loro passaggio.

Hanno la pretesa di essere accolti ed esigono, qualora se ne presenti il caso, di fruire delle nostre strutture sociosanitarie. A questo proposito, poi, non pochi -se richiesti di declinare le proprie generalità- non si fanno scrupolo di mentire e dichiarano falsi nomi e cognomi e false residenze, beffandosi, così, delle nostre leggi.

Taluni, poi, se richiesti di sottoporsi a controlli sanitari, scappano senza lasciare traccia e non si rendono conto che, con il loro irresponsabile comportamento, portano malattie ed infezioni alla nostra gente.”

Queste parole, forse, richiameranno alla mente  le affermazioni di qualche politico come il Presidente della Regione Sicilia Nello  Musumeci. Egli si scagliava (comprensibilmente, debbo dire) contro le miserevoli condizioni dei Migranti presenti  negli “Hot Spot” dell’Isola; taceva il fatto, tuttavia, che il sistema Sprar (cioè gli organi di accoglienza diffusa e gestita dai Comuni sull’intera Penisola) è stato affossato dalla sua stessa area politica…

In realtà, però, il virgolettato  rifletteva in termini non troppo lontani dal vero la situazione che si è creata in Sardegna intorno all’artefatta realtà  dei luoghi  “cult” e della “movida”, con buona pace di coloro che imputano ai Migranti (politici, economici , climatici…) ogni sorta di problema della nostra  società  forse non così povera quanto misera.

Giorgio d’Aleo