In questa fase di tribolate trattative per la formazione del nuovo governo, anche i rappresentanti locali della politica avanzano proposte e richieste ai vertici nazionali.

La segreteria regionale del PD, ad esempio, ha inviato una lettera alla segreteria nazionale (Luca Zingaretti, Andrea Orlando, Paola De Micheli) e al presidente Paolo Gentiloni, per rivendicare, oltre alla fedeltà ai punti programmatici del partito, “lo stesso numero di uomini e donne” nei ministeri e un’adeguata rappresentanza territoriale del Piemonte nel nuovo governo in fieri.

Il vicesegretario nazionale Pd, Andrea Orlando

La lettera sottolinea come «nei 5 anni di legislatura a guida Pd nessun ministero è mai stato guidato da un esponente riconducibile al Partito Democratico piemontese, nonostante la forza oggettiva del nostro partito nella nostra Regione», una situazione che rischia di consolidare il centrodestra, Lega in primis, «come unico interprete del Nord, dove già amministra quasi tutte le Regioni». Per contrastare questo predominio politico culturale, la segreteria rimarca: «Il Consiglio dei Ministri ha bisogno non solo di singole personalità competenti in una materia specifica, ma anche di sensibilità territoriali diverse che garantiscano un’azione di Governo la più armonica ed efficace possibile. Il Piemonte non chiede posti ma rappresentanza».

La vicesegretaria regionale del Pd, Monica Canalis

«La nostra Regione – sottolinea la vicesegretaria regionale, Monica Canalis – è centrale nelle politiche produttive, sociali e culturali del Paese e per questa ragione deve essere centrale anche in questa fase delicata. Abbiamo tanto da dare all’Italia, in termini di idee e di personalità». Un ruolo propositivo e di dialogo che la stessa Canalis rivendica di aver svolto in consiglio comunale a Torino, pur da minoranza rispetto ai 5stelle, eventuali futuri partner del Pd a Roma. «Su temi specifici con molti di loro ho lavorato bene. Oltretutto da parte nostra è avvenuto un cambio di classe dirigente sia in Regione, sia a livello nazionale: bisogna smettere di fare di tutta l’erba un fascio». Monica Canalis assume una posizione moderata nei confronti degli interlocutori del Movimento 5Stelle: «Quando c’è da criticare, lo faccio, ma sparare a zero contro gli altri non serve a nulla. Bisogna sempre salvaguardare i rapporti umani e il dialogo e ricercare le soluzioni più praticabili, agendo in modo non ideologico: per il bene comune non si può rinunciare a monte al confronto».