La morte di Mustafa, un ragazzo egiziano, in mezzo allo sfarzo prenatalizio di Bolzano è oggetto della riflessione di Domenico Bianco.

 

Mustafa e Shabaan erano arrivati nel Trentino dalla Francia, dove  si adattavano a fare qualche lavoretto come imbianchini, erano partiti dall’Egitto cinque anni fa, poi avevano deciso di venire in Italia con la speranza di ottenere il permesso di soggiorno.

 

Per dormire non c’era posto

I ragazzi erano finiti a Bolzano ed avevano bussato alla Caritas, lì avevano ottenuto un piatto caldo, ma per dormire non c’era posto. Perciò avevano cercato un angolo per trascorrere la notte, all’aperto, sotto un ponte della ferrovia.

 

Una città ricca e fredda

Bolzano è la provincia più ricca d’Italia, ma è anche la quarta più fredda, così verso le tre di notte Shabaan ha notato che il compagno non si muoveva: si è avvicinato, era rigido con le labbra violacee e le dita intirizzite, il freddo l’aveva stroncato.

 

Consumismo frenetico

È accaduto a dieci giorni dal Natale, mentre la città si faceva frenetica nei preparativi della festa, tra lo sfolgorio di luci delle vetrine, i mercatini e il viavai per l’acquisto dei regali.

 

La salma restituita alla famiglia

Ora, espletate le formalità burocratiche, il consolato egiziano si farà carico di far arrivare ai familiari la salma di Mustafa (19 anni) in un villaggio nel nord del paese africano.

 

Natale per pochi?

Questo triste fatto di cronaca ha scosso l’opinione pubblica, turbando molte coscienze; come possiamo gioire serenamente per il Natale se tanti esseri umani, magari non troppo lontani da noi, sono costretti a vivere in  condizioni disumane?

Nella nostra Torino si stima che i senzatetto siano circa duemila, di cui 6-700 nell’area metropolitana, la metà sono italiani.

Domenico Bianco