L’immigrazione continua ad essere al centro del dibattito politico, culturale e programmatico nel nostro paese. E non solo nel nostro paese, com’è ovvio e scontato.

Il nuovo governo giallo/rosso ha cambiato profondamente l’approccio sul tema della immigrazione. Dopo una stagione di chiusura pregiudiziale, di quasi intolleranza nei confronti di  tutto ciò che è riconducibile al capitolo, pur sempre delicato, dell’immigrazione, siamo passati ad una stagione dove vige il principio opposto. E cioè, l’accoglienza indiscriminata di tutti i migranti e la rinuncia, al di là delle chiacchiere e delle promesse a vuoto, a qualsiasi regolamentazione del fenomeno migratorio. Ci troviamo di fronte ad una situazione che potremmo definire e sintetizzare come quella degli “opposti estremismi” dove tutto c’è tranne la logica e la cultura del buon senso. E, a proposito del nuovo corso del governo giallo/rosso, abbiamo già visto e sperimentato in che cosa consiste questa massiccia nonché scontata inversione di rotta.

Un barcone di migranti

Ora, l’attuale ministro dell’Interno Lamorgese sostiene di aver ottenuto un grande successo al suo primo vertice internazionale di Malta dei giorni scorsi. Dice che «È un primo passo concreto per un approccio di vera azione comune europea. Abbiamo parlato della redistribuzione automatica dei migranti che chiedono asilo e siamo arrivati a una bozza d’accordo. Ad ottobre – ha aggiunto il ministro – lo porteremo in Europa. Ma l’Italia non è più sola. Noi abbiamo sempre detto che chi arriva a Malta e in Italia arriva in Europa. E oggi questo accordo fa parte del comune sentire europeo».

Lampedusa

L’idea del governo italiano è quello di usare questo accordo come primo passo per una riforma del regolamento di Dublino, ma ci sarà bisogno comunque di una maggioranza assoluta degli Stati che oggi, per la verità, sembra ancora molto lontana. «È stato un vertice nato dalle lamentele dell’Italia. È un paradosso che ci sia l’Italia e non ci siano la Grecia o la Spagna. Il fatto che ora arrivino meno migranti rende più facile risolvere il problema, perché la Germania e la Francia faranno meno sforzi, ma sarà un accordo fragile7, ha detto Matteo Villa, esperto in migrazione dell’Istituto per gli studi di politica internazionale.

Comunque sia, adesso si verificherà in Europa se l’ottimismo del governo italiano trova una sua conferma in sede politica. Perché, a tutt’oggi, le dichiarazioni rassicuranti e buoniste del Governo italiano sono e restano solo delle buone intenzioni. Perché, per  quanto riguarda le azioni di lotta concreta contro l’immigrazione clandestina resta ancora un capitolo tutto da scrivere. Dall’Europa, infatti, non è arrivato nessun segnale concreto al riguardo. Vedremo nelle prossime settimane se i paesi europei, tutti i paesi europei, saranno concordi nel procedere unitariamente alla redistribuzione sul vecchio continente dei migranti.

Stefania Parisi