29 Ottobre 2024
Federterziario, la patente a crediti e il nodo Durf
Nel corso di un incontro sulla patente a crediti al Ministero, il 28 ottobre 2024, FederTerziario ha evidenziato alcune criticità in riferimento al Durf, documento unico di regolarità fiscale.
La patente a crediti è stata al centro dell’incontro del 28 ottobre al ministero del Lavoro fra la ministra Calderone e le organizzazioni sindacali e datoriali, fra cui anche FederTerziario con la responsabile dell’Ufficio Relazioni industriali, Emanuela D’Aversa, e il consigliere nazionale ed esperto in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Domenico Iellamo.
Ad oggi, è emerso nel corso della riunione, sono 217.408 le aziende che si sono adeguate all’iniziativa del governo. A poche ore dal termine della fase transitoria, che si chiuderà alla mezzanotte del 1° novembre, le associazioni di categoria e le organizzazioni hanno rilevato alcune criticità.
FederTerziario è a favore dell’impianto. «Nonostante non sia da considerarsi come strumento di prevenzione – sottolinea infatti Iellamo – la patente a crediti è sicuramente uno strumento che serve a responsabilizzare sempre più le aziende sul tema della sicurezza sui luoghi che va attenzionato quotidianamente».
Nel corso dell’incontro al Ministero, FederTerziario ha manifestato alcune problematiche evidenziate dalle imprese associate con riferimento al Durf, documento unico di regolarità fiscale: «C’è chi sostiene che il documento non sia obbligatorio perché serve all’interno dei cantieri con appalti superiori ai 200mila euro – prosegue Iellamo – noi di FederTerziario sosteniamo invece che il Durf vada comunque richiesto perché in questo modo si dimostra la regolarità dei pagamenti. E il consiglio che stiamo dando a tutti è quello di richiedere il Durf all’Agenzia delle Entrate». E poi c’è il nodo formazione continua dei lavoratori: «Ci vuole una verifica reale sui formatori» conclude Iellamo.
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