Bisogna riportare la Città Metropolitana di Torino al ruolo svolto bene in passato dalla Provincia. Per farlo – sostiene Giorgio Merlo – occorre coinvolgere non solo Torino, ma tutto il territorio metropolitano.

Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato

Bene Lo Russo sulla Città Metropolitana

Giorgio Merlo – sindaco di Pragelato e consigliere nazionale Anci – crede nel rilancio della Città Metropolitana, che però non può avvenire se Torino continua a spadroneggiare. «Dopo gli impegni, precisi e puntuali, del neo Sindaco di Torino Stefano Lo Russo sul futuro, sul ruolo e sulla funzione della Città Metropolitana, ente che sino ad oggi è stato rinchiuso nel recinto “torinocentrico”, diventa sempre più necessario organizzare gli “Stati Generali” di questo territorio per lo sviluppo e il futuro di un’area composita, frammentata e molto diversa al suo interno che gravita attorno al capoluogo subalpino ma che contiene, tuttavia, straordinarie potenzialità di crescita che vanno però progettate, potenziate e condivise. Con tutte le articolazioni istituzionali della futura Città metropolitana. E cioè, Sindaci e amministratori locali di tutti i Comuni. Regione Piemonte compresa».

Con Fassino e Appendino si è perduto terreno

Una iniziativa politica che si rende sempre più necessaria non solo per recuperare il terreno perduto – che è durato quasi 10 anni con le gestioni di Fassino prima e di Appendino poi, pur senza alcuna polemica personale – ma anche e soprattutto per declinare un progetto che non può più essere rinviato».

Riprendere il ruolo della Provincia

«Un progetto che deve contemplare al suo interno quei settori che restano decisivi e determinanti per il governo di un territorio metropolitano come quello torinese. Dalla manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio al turismo, dalla cultura ai trasporti, dalla valorizzazione del settore storico, artistico e letterario alla sanità e all’istruzione. Ruoli svolti con eccellenza e competenza dalle vecchie Province cancellate dalla sciagurata e nociva legge Del Rio del 2014. E le prime indicazioni politiche e programmatiche del Sindaco di Torino Stefano Lo Russo hanno immediatamente incrociato le istanze e le domande che salgono dal territorio metropolitano interpretate e filtrate dagli amministratori locali».

Una politica che riavvicini cittadini e istituzioni

«Ecco perché gli “Stati Generali” della Città metropolitana di Torino adesso si impongono e si rendono necessari appena si costruiscono gli organi dell’ente. Una iniziativa che può innescare anche un processo ricostituente della politica che sia in grado di riavvicinare maggiormente i cittadini alle istituzioni dopo il pesante e preoccupante astensionismo a cui abbiamo assistito alle ultime elezioni amministrative».