«Il prossimo Sindaco di Torino non potrà non essere anche Sindaco della città metropolitana. E questo non solo perché lo recita la legge ma per il semplice motivo che, dopo la sciagurata legge Del Rio che ha cancellato le province, si corre il rischio sempre più grave di un sostanziale abbandono dei territori della cintura torinese. In particolare i comuni della seconda cintura torinese, a cominciare dai piccoli comuni montani. E, soprattutto, quelli con alta vocazione turistica». Così si è espresso il sindaco di Pragelato, Giorgio Merlo, forte della sua lunga esperienza politica, nel portare una riflessione sul futuro dell’ente erede della provincia.

Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato

«In questi anni – prosegue – la Città metropolitana non è stata gestita dai sindaci di Torino. Con Fassino prima e con Appendino poi abbiamo assistito ad una gestione quasi esclusivamente “torino-centrica” con tanti saluti al territorio della ex provincia di Torino. Per questa semplice ragione adesso si tratta di invertire la rotta, a prescindere che il prossimo Sindaco sia espressione dei partiti o della sempre decantata società civile. In discussione, infatti, c’è la necessità, ormai non più procrastinabile, di governare anche il territorio provinciale. L’ex provincia di Torino non può essere governata con una gestione burocratica o protocollare. Serve una guida politica, senza ulteriori rinvii o assenze ingiustificate. Per questi motivi il prossimo Sindaco di Torino, al di là delle infinite beghe tra i partiti e le molteplici correnti, non può non inserire questo tema al centro della sua agenda politica, programmatica ed amministrativa. Una sorta, cioè, di rinnovato Sindaco e Presidente della provincia di Torino. Non per nostalgia ma per realismo e necessità».