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Fatti e opinioni  

Campiglione Fenile. Canalis: non si smetta di monitorare

Campiglione Fenile. Canalis: non si smetta di monitorare

Monica Canalis sulla delocalizzazione in Cina della Hanon di Campiglione Fenile, chiede alla Regione Piemonte di pretendere un piano industriale vincolante.

Sul futuro dello stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile interviene duramente Monica Canalis, consigliera regionale del PD e vice presidente della commissione lavoro. Nonostante le ultime novità, l’esponente dem invita alla massima cautela.

Dopo tre mesi al cardiopalma, il 16 luglio la coreana Hankook, casa madre della Hanon Systems di Campiglione Fenile ha fatto marcia indietro, dichiarando di non voler più delocalizzare in Cina la linea 5 del reparto EWP», spiega Canalis. Si tratta di una decisione cruciale, in quanto la linea «produce pompe di raffreddamento per automobili di fascia medio-alta, per il cliente BMW».

Se da un lato Canalis riconosce che si tratti di «una buona notizia per i 500 lavoratori del sito di Campiglione e per l’intero territorio pinerolese», dall’altro attacca la giunta: «Riteniamo che l’assessore regionale al lavoro Maurizio Marrone sbagli a cantar vittoria troppo presto e a considerare chiusa la vertenza».

Secondo la consigliera, i motivi dello stop alla delocalizzazione sarebbero puramente temporanei: «Le ragioni della marcia indietro, infatti, non sono legate ad una stabile e affidabile programmazione, scritta nero su bianco in un piano industriale vincolante, magari pluriennale, ma originano dalla crisi di domanda del mercato cinese». I dati lo confermano: «Nel primo semestre 2026, BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen hanno perso tra il 20% e il 28% delle vendite in Cina».

La preoccupazione per il futuro resta quindi alta: «Cosa farà Marrone quando la congiuntura cambierà e la delocalizzazione farà nuovamente capolino?». Per questo, il PD chiede azioni concrete: «La Regione sostenga le richieste unitarie dei sindacati: occorre un piano industriale triennale scritto per l’impianto di Campiglione, che arresti il calo drastico del fatturato (meno 40% entro il 2028), introduca nuove produzioni ed impegni la casa madre».

La nota si chiude con un appello alle istituzioni: «Chiediamo trasparenza e chiarezza, non illusioni e scelte aleatorie che seguono le rapide oscillazioni del mercato. Soprattutto, chiediamo al Governo Meloni e alla Giunta Cirio misure serie e strutturali per sostenere la nostra industria automobilistica e rendere più conveniente produrre sul nostro territorio».

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