PALAZZO LASCARIS

ALBERTO CIRIO: “NESSUN PASSO INDIETRO SULLE DISPOSIZIONI, VALUTIAMO ANZI UN INASPRIMENTO”.

Nessun tipo di allentamento delle misure di prevenzione al contagio. Al contrario, il possibile inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi le violasse. Questa l’intenzione del presidente del Piemonte Alberto Cirio, espressa alla Capigruppo di giovedì: «Stiamo valutando la fattibilità giuridica – ha chiarito Cirio – ma la nostra intenzione è soprattutto quella di mandare un messaggio chiaro ai piemontesi: non ci sono le condizioni tecniche per uscire di casa, salve le ragioni di necessità già elencate dai nostri decreti e da quelli nazionali», ha specificato il presidente di Giunta ai rappresentanti dei vari gruppi politici. Un inasprimento delle sanzioni, quindi, «affinché la comunicazione dei numeri con i quali si comincia a certificare il successo delle misure adottate, non le vanifichi, convincendo qualcuno che magari sia possibile uscire di casa in modo indiscriminato».

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

E PER IL DOPO? “POTERI STRAORDINARI PER LA RIPRESA”.

Secondo il presidente Cirio, “Abbiamo bisogno di poteri straordinari per il rilancio, non possiamo affidarci ai meccanismi tradizionali della burocrazia perché le imprese hanno necessità immediata di liquidità”. Un’apertura, così molti l’hanno letta, all’ipotesi di un commissario straordinario lanciata dalla parlamentare di Forza Italia Claudia Porchietto e condivisa anche dagli industriali piemontesi, che il governato ha ribattezzato “Metodo Morandi”. Non la pensa così, però, un collega della parlamentare già presidente dell’Api: il forzista di rito carfagnano Osvaldo Napoli, lasciando indovinare una spaccatura tra gli azzurri subalpini, ha affidato il suo pensiero a una nota. Scrive il deputato giavenese: “”Saluto con soddisfazione la presa di posizione del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che intende chiedere, con il sostegno del Consiglio regionale, strumenti speciali al governo per poter operare secondo il “modello Morandi” di Genova. È esattamente quanto ho cercato di spiegare ieri criticando la richiesta profondamente sbagliata di nominare un commissario ad hoc avanzata dalla collega Porchietto e difesa da qualche settore dell’industria”.

IN CONSIGLIO REGIONALE UN MINUTO DI SILENZIO PER VITTIME DEL CORONAVIRUS.

“Sono state messe le bandiere a mezz’asta in Consiglio, questo atto è un segno di rispetto per chi non c’è più: non deve però rappresentare un segno di resa ma di speranza affinché la pandemia venga sconfitta il più velocemente possibile e non mieta più vittime”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Stefano Allasia, ha introdotto il minuto di silenzio osservato da un’aula semideserta e da tutti i consiglieri collegati in videoconferenza, martedì scorso. “Voglio quindi ricordare le tante persone scomparse in queste drammatiche settimane, dimostrare partecipazione ai loro cari, ma anche  onorare il sacrificio e l’impegno degli operatori sanitari, dei farmacisti, delle forze dell’ordine, delle forze armate, dei volontari  e di tutti coloro che, in questi giorni così difficili sono in prima linea a servizio dell’intera comunità”.

80 MILA VISUALIZZAZIONI PER IL VIDEO-CONSIGLIO.

Le dieci ore di seduta dello scorso 24 marzo, in cui è stato dibattuto e approvato il bilancio, ha registrato un alto livello di attenzione da parte dei cittadini piemontesi su sito, Facebook e Youtube. “Il Consiglio regionale non si ferma mai – ha evidenziato il suo presidente Stefano Allasia – la seduta in videoconferenza, la prima in assoluto in Italia e in 50 anni di Regione Piemonte, è stata una bella prova di tutti i consiglieri regionali che, di fronte alla crisi sanitaria e all’isolamento nelle proprie abitazioni, hanno comunque cercato di esercitare il loro ruolo con responsabilità. È stato anche un modo per stringerci tutti in un caloroso abbraccio virtuale”.

SALIZZONI SUL CORONAVIRUS: “PIÙ TEST E POCA FRETTA”.

Intervenendo nel dibattito sul Covid-19, martedì scorso, il vicepresidente Mauro Salizzoni (Pd), luminare della medicina, ha ricordato le informazioni internazionali sui test che si stanno effettuando, le app telefoniche per il controllo dei pazienti e gli scenari post isolamento. Secondo l’esponente democratico, “Oggi l’Italia fa 30mila test al giorno, bisogna dare priorità alle Rsa e agli operatori. Si faccia attenzione,poi, al colpo di coda dell’epidemia, previsto per fine estate. Le scuole dovrebbero riaprire tre settimane dopo la fine del contagio”.

SILVIO MAGLIANO (MODERATI): “LANCIAMO LA SPESA SOSPESA ANCHE A TORINO”.

Nel doppio ruolo di capogruppo in Sala Rossa e in Consiglio Regionale ha avanzato la proposta con un intervento nei giorni scorsi: “Dopo tre settimane di emergenza sono sempre più numerosi i cittadini che si trovano in situazione di necessità: una necessità immediata e drammatica, com’è immediata e drammatica la condizione di una famiglia che fa fatica a mettere insieme il denaro necessario a fare la spesa. Se l’emergenza alimentare è in questo momento arginata grazie alla preziosa opera di tante associazioni, oltre al cibo cominciano a esserci altri bisogni, quali l’acquisto di prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona. Dobbiamo pensare anche a questo”, ha spiegato Magliano. “In questi giorni – ha aggiunto il rappresentante dei Moderati – stanno cominciando a moltiplicarsi le segnalazioni di aumento ingiustificato dei prezzi di beni di prima necessità presso negozi, mercati e supermercati. Una speculazione odiosa, un atto di vero e proprio sciacallaggio. Di contro, sono tanti i cittadini che mi stanno chiedendo informazioni sulla possibilità di compiere un atto di generosità verso persone meno fortunate. Ogni azione che vada a sommarsi ai buoni spesa che saranno forniti dallo Stato tramite i Comuni è oggi la benvenuta”.

PALAZZO CISTERNA

IL LAVORO SI FA (QUASI) TUTTO AGILE.

L’80% dei 900 dipendenti di Città metropolitana è a casa e lavora in regime di smart working. “I nostri uffici – chiariscono da corso Inghilterra – sono tutti aperti virtualmente, la posta elettronica e il telefono hanno sostituito i contatti diretti con gli utenti e l’attività funziona regolarmente. Le rare eccezioni al lavoro agile sono per i colleghi che eseguono mansioni e compiti indispensabili e non gestibili da remoto: ad esempio il presidio dei cantonieri oppure gli agenti faunistici che turnano sul territorio a tutela dell’ambiente, della flora e della fauna. Le tecnologie e le nuove dotazioni informatiche che la Città metropolitana già lo scorso anno aveva acquistato per i dipendenti stanno dunque aiutando il nostro Ente che non si è trovato impreparato di fronte all’emergenza covid19”. Alcune Direzioni raggiungono una percentuale in lavoro agile del 100%; dove la percentuale è più bassa, vanno letti con la presenza contestuale di personale a casa in congedo giustificato.

DATI 2019 QUALITA’ DELL’ARIA 2019.

È stata pubblicata sui siti della Città metropolitana di Torino e di Arpa Piemonte, l’anteprima del rapporto “Uno sguardo all’aria 2019”, curato dai tecnici dei due Enti. I dati rilevati nel corso del 2019, con la complicità di una situazione meteorologica favorevole, confermano il miglioramento della qualità dell’aria già registrato nel 2018. Permangono però, in particolare nell’area urbana torinese, le note difficoltà nel rispettare i limiti di legge più severi: il valore limite giornaliero per il PM10, le particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo, il valore limite annuale per il biossido di azoto e il valore obiettivo per l’ozono.

a cura di MARCO MARGRITA