Con questo breve scritto vi invitiamo a leggere con attenzione il Messaggio preparato e offerto alle comunità in vista della Festa del 1° maggio dalla Commissione Episcopale della CEI per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. I Vescovi ci offrono una riflessione seria sul lavoro a partire dall’emergenza sanitaria in atto che ha fatto riemergere la realtà in tutta la sua ineliminabile complessità, in totale contrasto con le nostre pretese di semplificazione, finalizzate al controllo e al dominio sulla natura e sulla società. Affermando che nulla sarà come prima, essi ci richiamano al nostro compito di coltivare e di custodire il mondo e le persone che abbiamo accanto, per riscoprire il bisogno, e il dovere, delle relazioni, della solidarietà che ci legano gli uni agli altri. La Commissione episcopale ci chiede, poi, di ripensare l’economia e il lavoro in una prospettiva di sostenibilità e, quindi, di produzione di cose buone per l’uomo, destinate a durare nel tempo.

Vi invitiamo anche a rileggere le preziose considerazioni che la Segreteria Generale della CEI ha offerto alle diocesi e ai fedeli durante questi mesi di distanziamento e di isolamento sociale (vedi i tre testi: «Ci sta a cuore», «Il tempo della cura» e «Seminare speranza», reperibili sul sito della CEI www.chiesacattolica.it).

Questi interventi possono aiutarci a vivere bene anche la ricorrenza del 25 aprile, 75° anniversario della liberazione. Mai come oggi c’è bisogno di un momento di unità del Paese in vista di quella ricostruzione morale, economica e sociale che si renderà necessaria dopo l’emergenza planetaria della pandemia dagli effetti devastanti. Ecco perché la festa della Liberazione in questo 75esimo anniversario avrà un valore diverso e forse più simbolico di tutte le altre.

Vediamo che nelle nostre città tanti giovani e gruppi si stanno mobilitando sia per il 25 aprile come per il 1° maggio invitando a partecipare attraverso quei mezzi, i social, di cui sono competenti. A loro, i giovani, sentiamo di esprimere la nostra fiducia e la nostra collaborazione per un presente prossimo e futuro diverso. Una società futura da costruire con la stessa serietà e lo stesso coraggio che accompagnarono quella generazione straordinaria che ora sta, con tanta sofferenza, pagando più di tutti per la pandemia. Come ci hanno insegnato quei giovani di allora, se desideriamo un mondo più umano e fraterno, sono indispensabili capacità di dialogo autentico, disponibilità a mettersi insieme, cooperazione e collaborazione. Papa Francesco ci ha ricordato che “siamo tutti sulla stessa barca” e che bisogna remare nella stessa direzione, verso una società dell’uguaglianza e della solidarietà. Lo diceva don Milani con estrema chiarezza: «Affrontare i problemi da solo è l’avarizia, affrontarli tutti insieme è la politica».

Allora distanti gli uni dagli altri ma uniti, commemoriamo insieme queste due ricorrenze così importanti a cui dobbiamo tanto: la Repubblica, la sua fondazione Costituzionale e sociale, politica, civile e culturale, i diritti, la nostra libertà. Dal 29 aprile sarà disponibile sul canale YouTube della diocesi di Vercelli, una breve celebrazione riguardo al 1° maggio preparata dalla Commissione Regionale della Pastorale sociale e del lavoro.

Chiediamo alle comunità e associazioni di far sapere cosa stanno preparando per la festa dei lavoratori, così da poter condividerlo. A tutti rivolgiamo l’augurio finale del messaggio dei Vescovi, di diventare segno di speranza in questo tempo per cogliere la sfida di rendere il mondo una casa comune e per essere capaci di abitare e costruire il pianeta che speriamo.

La Commissione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta della Pastorale Sociale e del Lavoro