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Cultura  

"Stare al mondo", l'impegno concreto per una vita piena e irresistibile

I Libredì di Vita: parole in libertà all’ora dell’aperitivo

Si dice spesso che “bisogna imparare a stare al mondo” ma che cosa significa “stare al mondo”? Non si “sta al mondo” fin da quando si nasce? Non si impara fin da subito che la vita è una conquista quotidiana di connessioni e disconnessioni? Ci si chiede spesso se potrà mai esistere un mondo migliore, un mondo dove “tutto gira bene”, un mondo dove non esistano diseguaglianze, violenze e guerra; un mondo in cui regni la pace e l’armonia del creato e dove tutto si rivolge verso uno stesso fine: la vita.

Per rendere il mondo un posto migliore si deve riflettere su ciò che realmente sia importante, su ciò che, alla fine, conta di più. Ci si deve fermare un attimo dal nostro correre quotidiano per riprendere fiato e interrogarci sul vero significato che portiamo dentro e su quello che, praticamente, solo noi possiamo fare per il mondo e per noi stessi. 

E questo è ciò che l’autore de “I matti di Sànpert”, propone nella sua “graphic soul”, il nuovo genere espressivo che racchiude la meraviglia del fumetto e il fascino della poesia, trasformandoli, come fa il lievito con l’impasto.

L’autore parla alle anime inquiete, a quelle erranti, a quelle che nelle storie che leggono o in quel bianco accecante ai margini di una storia cercano disperatamente quel loro riflesso tormentato che si interroga e, spesso, trova solo altre domande.

È un’opera geniale, che unisce la graphic novel alla satira benniana, la riflessione poetica di chi non trova le risposte che cerca a quella fine ricerca di senso che, come la trottola inceptiana, non smette mai di girare nelle anime erranti.

“I matti di Sànpert” è il libro perfetto per chi non teme di guardare il dolore negli occhi e scoprire, a volte, che anche lì si può nascondere una gioia, un clamore, una bellezza quasi impossibile da raccontare. Ma non per questo meno vera. Meno viva. Perché, alla fine, Sànpert è una delle tante modalità di stare al mondo. È il palpitare di uno spirito che si nasconde ovunque, fra le lacrime di un bambino innocente o nei rantoli di un fiore appena spezzato. Sànpert è quella connessione tra tutti gli esseri viventi che ci fa essere uno e centomila, smettendo di sentirci nessuno. Anche gli animali possono rientrare in questo discorso. 

Come si legge in “Siamo nelle vostre zampe”, «le piante producono sostanze nutritive, gli erbivori le mangiano, e i carnivori mangiano gli erbivori, mentre batteri e funghi decompongono gli organismi dopo la loro morte. Basta che un ingranaggio si inceppi e la grande macchina della natura comincia a scricchiolare. E potrebbe perfino arrivare a fermarsi».

Un libro, questo, nel quale vengono presentati i principali “animali-ecoattivisti”: l’alligatore giardiniere, i pipistrelli, le api, i castori, i coralli, gli animali calciatori, gli squali medici e altri. Questi solo sono alcuni degli animali che si impegnano, inconsapevolmente, a creare un mondo migliore. Per noi e per loro.

Erica A. Gavazzi

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