Venerdì 18 settembre alle 18 al Castello di Miradolo (San Secondo di Pinerolo) si inaugura la mostra “Attraverso le Alpi – Un racconto fotografico delle trasformazioni del paesaggio alpino” con gli scatti di Isabella Sassi Farias e Alessandro Guida, del collettivo Urban Reports. Protagonista del reportage esposto al Castello la Val Chisone grazie alla meticolosa indagine fotografica dall’Associazione Architetti Arco Alpino. La mostra sarà aperta al pubblico il 19 e 20 settembre dalle 10 alle 19 (ma si consiglia la prenotazione: 0121 502761).

Contemporaneamente all’evento ospitato a Miradolo, altre nove mostre (dal Forte di Bard in Val d’Aosta al Bellunese, da Cuneo a Vercelli e Novara, da Sondrio a Trento e Udine) saranno inaugurate per dar lustro alla campagna fotografica sviluppatasi in dieci territori provinciali – dal confine occidentale francese a quello orientale sloveno -, lungo dodici valli, soprattutto secondarie, con un obiettivo: rintracciare i segni, le tracce e i caratteri che servono a raccontare la storia del vasto paesaggio culturale alpino fatto di architetture, linguaggi e usi. E rintracciarne – attraverso le forme dell’abitare, le risorse, le produzioni e i meccanismi di ieri e oggi – segnali e moniti di abbandono e degrado e, all’opposto, esempi di riappropriazione contemporanea. Un paesaggio che mostra sulla propria pelle le stratificazioni di storie, culture, modi di abitare e operare nei tempi. Centri abitati, infrastrutture, opere, coltivazioni, allevamenti, costruzioni, scavi…

Segni – sovente cicatrici – profondi di un passato e un passaggio dell’uomo che, nei tempi recenti, ha compiuto col turismo un rapido ribaltamento del rapporto uomo-natura. Da patrimonio comune, la montagna è diventata prodotto e i territori un valore economico. Questo itinerario a tappe lungo un territorio vasto e complesso si è aperto a incontri con le comunità locali, rivelando, nelle diversità, la comunanza di intenti e sfide, aprendo un confronto su temi analoghi sviluppati secondo le tradizioni locali che costituiscono un patrimonio (di architettura, conoscenza, linguaggio, cultura, tradizione…) oggi ancora fondamentale.

Accanto alla montagna urbanizzata, modellata, livellata, disboscata e infrastrutturata per renderla accessibile, globalizzata e appetibile ai villeggianti, ci sono valli abitate da comunità stanziali che sfidano ogni giorno l’ambiente ostile con tenacia; a fianco degli esempi di sopravvivenza e resistenza – e pure dei fenomeni di abbandono – si trovano forme di ritorno e riscoperta del vivere le terre alte, pur con le difficoltà del caso. Dove terra, pietra, acqua, bosco, habitat, pendii e clima sono, sì, risorse e occasioni di rilancio produttivo, ma tornano a essere soprattutto beni ambientali collettivi. Dando segnali incoraggianti di un ripensamento del territorio alpino come paesaggio culturale e patrimonio comune insostituibile.

Dimitri De Vita, consigliere della Città Metropolitana di Torino, con delega allo Sviluppo montano, ha commentato: «Riconoscere le esigenze della montagna derivanti dalla sua diversità e perseguire il superamento delle condizioni di svantaggio naturale, e uno dei principi della Città metropolitana di Torino che, con un territorio composto per oltre la meta da montagne e vallate, ben comprende la tenacia e le difficoltà delle popolazioni delle terre alte. Le immagini di Attraverso le Alpi possono essere punto di partenza per una onesta riflessione sui possibili scenari di trasformazione ed aiutarci a riflettere maggiormente su come perseguire uno sviluppo sostenibile e duraturo, per valorizzare, salvaguardare e promuovere un patrimonio irripetibile di risorse naturali e paesaggistiche».

L’Associazione Architetti Arco Alpino è composta dagli Ordini degli Architetti PPC di Aosta, Belluno, Bolzano, Cuneo, Novara e Verbano Cusio Ossola, Sondrio, Torino, Trento, Udine e Vercelli.