In questi giorni al Torino Film Festival è stato presentato alla stampa “The Girl in the Fountain” di Antongiulio Panizzi. Il documentario, che unisce interviste e immagini di repertorio alla fiction, vanta una protagonista d’eccezione: Monica Bellucci. Il racconto della storia di Anita Ekberg, diva svedese che entrò nella storia del cinema per la scena della fontana di Trevi ne “La Dolce Vita” di Federico Fellini, si intreccia ad una parte fiction nella quale Monica Bellucci ricerca una via per interpretarla. 

Nella presentazione stampa, a cui hanno partecipato sia il regista che la stessa Monica Bellucci, la diva italiana ha mostrato un grande rispetto per la figura della Ekberg, «studiarla a lungo mi ha fatto capire molto su Anita come donna. È stata una donna forte, rivoluzionaria per i tempi. Purtroppo non è mai riuscita a distinguere il vero amore dal finto e molti uomini usavano la sua luce per illuminarsi a loro volta, questo alla fine l’ha rovinata. Noi donne d’oggi abbiamo imparato molto da donne come lei»

L’ opera porta in risalto un forte dualismo tra le due dive. Anita si mostrava sempre spavalda e forte, sempre sorridente, mentre il film ci regala una inedita visione intima della Bellucci, nel suo rapportarsi con gli altri come nel suo lavoro. Nonostante in carriera abbia alternato ottime interpretazioni, come nei film di Tornatore e Gaspar Noé, ad altre più opache, il docufilm di Panizzi ci rivela un lavoro attoriale di primo livello da parte della diva nostrana. Monica, nell’interpretare Anita, cerca di impersonare i modi e il pensiero prima ancora che l’aspetto, lavorando sulle emozioni e i sentimenti che la diva svedese lasciava trasparire dai più piccoli gesti.

Monica appare una volta sola nei panni di Anita, ma si tratta di una scena forte e significativa per il film quanto per la stessa Monica Bellucci, come lei stessa spiega durante la conferenza: «In quella scena ho gli occhi azzurri, la parrucca bionda. Nel momento in cui me la tolgo avviene qualcosa di intimo. In quella scena ho capito che io e Anita siamo diverse, voglio essere lei nel film, ma non nella vita. Probabilmente nonostante le differenze, avremmo potuto essere amiche».

Federico Depetris