11 Maggio 2026
L'onda della vita: a None la maternità spoglia di stereotipi
La mostra “L’onda della vita”, a None dal 9 al 16 maggio, esplora la maternità come spazio tra trasformazione personale, arte e sfide sociali contemporanee.
L’Associazione PolyArt di None presenta “L’onda della vita”, una mostra d’arte contemporanea curata da Angela Policastro che indaga la maternità oltre i confini del biologico. Aperta dal 9 al 16 maggio 2026, l’esposizione si propone di decostruire l’immagine idealizzata e romantica della figura materna, esplorandone le sfaccettature più autentiche e complesse.
Il percorso espositivo attraversa pittura, fotografia e scultura, affrontando temi cruciali come la metamorfosi del corpo, la resistenza agli standard estetici e i diritti riproduttivi nel contesto delle sfide globali attuali. Il titolo richiama la forza travolgente di un movimento che porta con sé gioia e fatica, pienezza e perdita.
Tra i numerosi artisti in mostra figurano nomi come Silvia Bighi, Laura Bui, Fabio Caramiello e Antonio Rovera. L’inaugurazione è fissata per sabato 9 maggio alle ore 17 presso la sede di via Santorre di Santarosa 51. Un invito a guardare e ascoltare la maternità come spazio di trasformazione profonda e ribellione.
Orari:
- Lun-Ven 15.30-18.30
- Sabato 15-18
Ingresso libero.
Spiegano gli organizzatori:
«L’onda della vita, promossa dall’Associazione PolyArt, è curata dall’artista Angela Policastro è una mostra in cui ci invita ad entrare in un territorio tanto universale quanto profondamente personale: quello della maternità. Non come semplice esperienza biologica o affettiva, ma come spazio complesso attraversato da emozioni contrastanti, trasformazione profonde e interrogativi aperti. L’onda della vita è un titolo evocativo: l’onda richiama movimento, forza cambiamento continuo, proprio come la maternità: un’esperienza che travolge, che porta con sé gioia e fatica, pienezza e perdita, certezze e dubbi punto gli artisti presenti in questa esposizione ci offre uno sguardi molteplici, ci parlano del corpo e della sua vulnerabilità, della trasformazione, dei legami e di scelte punto è un invito a guardare ascoltare e riconoscere».








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