È uscito da poche settimane “L’Ombra del Cattivo” (di Autori vari, a cura di Marina Lenti, edizioni CentoAutori). Il libro è una collezione di brevi e agili saggi sui personaggi “cattivi”, gli antagonisti, i villain insomma, presenti nelle più famose e amate saghe fantastiche (esaminate sia nella versione letteraria che in quella televisiva o filmica). Si spazia dal “Signore degli Anelli” alle “Cronache di Narnia”, da “Terramare” alla serie di “Shannara”, da “Harry Potter” alle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” e alla “Bussola d’Oro” per arrivare ai meno noti “Spiderwick. Cuore d’inchiostro” e “La spada della verità”.

Gli autori sono dieci studiosi esperti (e appassionati) di letteratura fantastica tra i quali Paolo Gulisano, ben noto agli estimatori di Tolkien, e Marina Lenti, massima esperta di J. K. Rowling che è anche la curatrice dell’intero lavoro. Ma anche gli altri autori Maria Cristina Calabrese, Paola Bruna Cartoceti, Marina Frammartino, Luca Fumagalli, Pia Ferrara, Cristina Donati, Chiara Nejrotti e Luisa Paglieri sono noti come scrittori, traduttori, giornalisti oppure scrivono su seguitissimi blog specializzati in questo campo.

Ma perché puntare i riflettori sul “cattivo”? Il “cattivo” non solo è spesso interessante dal punto di vista artistico, ma è anche quasi sempre un elemento irrinunciabile in un genere come quello fantastico o fiabesco, dove il chiaroscuro, l’opposizione tra bene e male, è essenziale. Il cattivo si articola in molti modi e costruire un cattivo letterario convincente non è facile perché si rischia di scadere nella banalità, cosa che del resto succede anche con la creazione del “buono”.

Il cattivo è spesso un personaggio dinamico perché con le sue azioni malvage mette in moto i meccanismi narrativi, senza contare che si presta a sconvolgenti colpi di scena, sovente infatti subisce un’evoluzione e a volte diventa “buono” o almeno capace di azioni di segno diverso. Non mancano gli scontri tra cattivi che perseguono scopi opposti e che evidenziano la natura complessa e divisiva del male.

Il cattivo ci è spesso antipatico, ma è utilissimo per far risaltare le qualità migliori degli eroi positivi e molti cattivi del passato da Dracula a Polifemo agli Orchi sono entrati nel patrimonio immaginario collettivo. Rileggiamo quindi i nostri fantasy preferiti da questa angolazione e attraversiamo le regioni della paura e del male ben certi della vittoria finale dei migliori.

Il libro si inserisce in un più vasto progetto. Gli autori infatti intendono promuovere lo sviluppo di studi e dibattiti sul genere fantastico troppo spesso liquidato in Italia come genere per ragazzi o di valore letterario minore. Pregiudizio davvero assurdo nel paese dell’ Orlando Furioso, della Gerusalemme Liberata, del teatro di Gozzi, di Pinocchio e di tante altre opere, a cominciare dalla Divina Commedia, che presentano elementi fantastici notevoli e che solo una cultura letteraria ristretta e miope ha potuto coltivare fino ai nostri giorni.

I.L.