17 Maggio 2026
La cultura cresce quando si costruisce insieme: il dialogo tra amministratori al Salone del Libro
Al Salone Internazionale del Libro di Torino, nella Sala Argento, si è svolto nel pomeriggio del 17 maggio un incontro dal titolo significativo: “La cultura funziona quando si fa insieme”. Un confronto concreto, lontano dai riflettori degli autori più celebri, ma ricco di spunti per comprendere il rapporto – spesso complesso – tra cultura ed ente pubblico.
A dialogare, moderati dal giornalista ed editore Marco Civra, sono stati tre amministratori piemontesi: Mauro Malaga, sindaco di Cerro Tanaro; Luca Salvai, sindaco di Pinerolo; e, in sostituzione di Stefano Olocco, l’assessore alla cultura di Giaveno Luca Versino. Presente anche il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco.
Il punto di partenza è stato un interrogativo cruciale: quanto e come un ente pubblico deve investire nella cultura, soprattutto in un contesto di risorse limitate? Nicco ha sottolineato come il tema sia quasi un “dilemma”, soprattutto quando si tratta di sostenere iniziative di alto valore ma destinate a un pubblico ristretto. La recente legge regionale sull’editoria, ha ricordato, rappresenta un tentativo concreto di sostenere il settore, privilegiando ad esempio il ruolo delle biblioteche.
La provocazione lanciata dal moderatore – “meno sostegno pubblico alla cultura può essere meglio?” – ha acceso il dibattito. Luca Salvai ha risposto con esempi concreti tratti dall’esperienza amministrativa di Pinerolo. Da un lato, il successo della pubblicazione sulla storia cittadina, sostenuta con un investimento contenuto ma capace di generare consenso e ricadute culturali; dall’altro, scelte più complesse, come l’acquisto di opere d’arte pubblica, che non sempre producono effetti evidenti. “Amministrare significa anche scegliere e assumersi il rischio di dire dei no”, ha osservato.
Molto diversa, ma altrettanto significativa, l’esperienza di Cerro Tanaro raccontata da Mauro Malaga. In un piccolo comune di circa 600 abitanti, segnato dalla presenza di una discarica provinciale, l’amministrazione ha saputo trasformare una criticità in opportunità, utilizzando compensazioni economiche per sostenere attività culturali. “La cultura non richiede sempre grandi risorse – ha detto – ma passione, collaborazione e capacità di fare rete”, coinvolgendo anche realtà locali come parrocchie e associazioni.
Sul tema della coprogettazione si è soffermato l’assessore di Giaveno, Luca Versino, illustrando un modello basato sulla collaborazione tra amministrazione, scuole, autori e operatori culturali. Festival, incontri con scrittori e un museo monotematico dedicato all’artista Lorenzo Alessandri dimostrano come anche realtà di medie dimensioni possano attrarre pubblico e generare turismo culturale.
Un nodo centrale emerso dal confronto riguarda il valore economico della cultura. Se da un lato Civra ha provocatoriamente sostenuto che musei e iniziative culturali dovrebbero “rendere” e non pesare sui bilanci, dall’altro Malaga ha richiamato a una visione più ampia: la cultura non può essere valutata solo in termini di ritorno economico, ma per il suo contributo alla crescita umana e sociale delle comunità.
In questa prospettiva, anche esperienze innovative trovano spazio, come il progetto “Voci autentiche”, promosso dall’ANFFAS, che valorizza autori autistici, o iniziative locali come la “Panchina d’artista” nel comune di Vigone, citata da Nicco come esempio di patrimonio culturale che cresce nel tempo.
L’incontro si è chiuso con una consapevolezza condivisa: la cultura è una responsabilità comune, che richiede coraggio nelle scelte politiche, competenza nella progettazione e collaborazione tra pubblico e privato. Non un lusso accessorio, ma un investimento fondamentale per la vitalità e la coesione delle comunità.
Chiara Bertoglio

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