Letteratura. Tante iniziative a Torino per il bicentenario della nascita del grande scrittore russo

In realtà, quest’anno cade anche il settantacinquesimo anniversario di Russkij Mir, l’associazione culturale che cura i rapporti tra Italia e mondo russo. In un’epoca, come quella attuale, sempre più povera di valori e legata all’arbitrio individualista, può sembrare curioso progettare una rassegna in onore di un autore che ha fatto della morale e della fede l’essenza del suo scrivere.

«Direi invece – afferma Silvia Leva, direttrice dell’ente e anima di quest’iniziativa – che occorre essere divulgativi per sottolineare l’universalità del pensiero intramontabile dei classici, che hanno sempre da dire, anche all’uomo di oggi. All’inizio pensavamo di organizzare una lettura integrale di “Delitto e castigo”, come si era fatto trent’anni fa per “Guerra e pace”, visto che Dostoevskij, anche se non ha mai scritto per il palcoscenico, si presta molto al teatro con i suoi testi dialogici. Poi il covid ha scombussolato i nostri progetti e si è cambiato piano, attraverso una riduzione, che lascia solo i due protagonisti, riassumendo nei loro destini i grandi temi dell’autore: scavalcare l’ostacolo, arrivando fino a commettere l’omicidio ed espiare la colpa».

In effetti, Dostoevskij aveva ben presente di che cosa parlava, perché, condannato per aver sostenuto idee blandamente socialiste, aveva dovuto affrontare quattro anni di lavori forzati in Siberia e poi, persi i gradi di ufficiale del Genio, arruolarsi da soldato semplice per cinque anni, vicino al confine cinese.

L’undici novembre, giorno preciso della nascita dello scrittore, si svolgerà un convegno di studi presso la Facoltà di Lingue e Letterature Moderne dell’Università di Torino, in via Verdi angolo via Sant’Ottavio, con l’intervento di importanti studiosi del pensiero dostoevskijano, che parleranno, fra l’altro, della sua critica al positivismo e ai movimenti rivoluzionari, della sua morale e della rilettura delle sue opere in epoca post sovietica.

Segnaliamo, alle ore 11.15, l’intervento di don Ermis Segatti, della Facoltà Teologica di Torino, sul tema: “Il silenzio di Gesù ne “Il Grande Inquisitore”.

Tra le tante iniziative, il 16 novembre, negli spazi dell’Associazione culturale Ferramenta, presso il ristorante Sibiriaki di via Bellezia 8g, alle 19.30, ci sarà la rappresentazione de “Il sogno di un uomo ridicolo”, curata dalla Compagnia teatrale Contrasto.

Il cinema Massimo, in via Verdi 18, a sua volta, ospiterà dieci pellicole realizzate non soltanto in epoca sovietica. In particolare, vi consigliamo: il 7 novembre, alle 16,00, “Prestuplenije i nakazanije” (Delitto e castigo) di Lev Aleksandrovič Kulidžanov, in lingua originale, con sottotitoli in italiano; il 9 novembre, alle 18,00, L’idiota, curata da Akira Kurosawa, il Luchino Visconti giapponese; infine, il 20 novembre, alle 18,45, “Une femme douce, Così bella, così dolce” di Robert Bresson, tratta dalla novella “La mite”.

Per concludere, due conferenze, entrambe, in via delle Rosine 11, alle 20,30: il 18 novembre “Da Dostoevskij a Janáček: la genesi librettistica e musicale dell’opera teatrale Z Mrtvého domu a partire dalla prosa autobiografica dostoevskiana”, a cura della dottoressa Viano e, il 24 novembre, la presentazione del libro “Dostoevskij e il cavallo di Nietzsche” della professoressa Gaviglio.

Per informazioni sulla rassegna, che si svolge tutta a Torino, si può telefonare al numero 011 547190, o scrivere all’indirizzo russkijmir.segreteria@russkijmir.org.

 

Luca Reteuna

Leggi anche l‘intervista a don Ermis Segatti 

Una fotografia di Fëdor Michajlovič Dostoevskij (Mosca, 11 novembre 1821 – San Pietroburgo, 9 febbraio 1881)