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Cultura  

I libri dei 150 anni, una mostra al salone del libro

I libri dei 150 anni, una mostra al salone del libro

Quale ruolo per l’editoria cattolica? AGD – La “Mostra 1861-2011, l’Italia dei libri” è l’evento più significativo che il Salone internazionale del libro dedica alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. La mostra sarà ospitata nell’Oval, nuovo spazio espositivo che si aggiunge ai tradizionali padiglioni del Lingotto Fiere di Torino. Tra il 12 e il 16 maggio il visitatore del Salone potrà ammirare i “150 Grandi Libri” che secondo il comitato scientifico presieduto da Gian Arturo Ferrari, hanno segnato la storia italiana dal 1861 ad oggi. La mostra che ha la forma di una grande spirale fornirà uno sguardo d’insieme in cui ciascuno potrà scegliere il proprio percorso tra testi, autori e figure. L’Italia dei Libri – nata da un’idea di Rolando Picchioni – è prodotta dalla Fondazione per il Libro, ed è realizzata con il sostegno del ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comitato Italia 150. Il percorso espositivo è articolato in cinque filoni: i 150 Grandi Libri, i 15 Superlibri, i 15 Personaggi, gli Editori, i Fenomeni Editoriali. Quindici come i decenni di questo secolo e mezzo. Conclusione ideale e punto d’arrivo del percorso espositivo sarà l’area centrale, ideata assieme a Telecom Italia: il cosiddetto «sedicesimo decennio», che offrirà uno sguardo interattivo sul futuro del libro fra digitale ed e-Book. A Salone concluso, è in previsione il riallestimento della mostra presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino per il mese di giugno e nei mesi successivi in altre città d’Italia secondo un calendario in via di definizione. Una curiosità:nel 1861 l’Italia aveva il 70% di analfabeti, oggi il mercato editoriale italiano è il settimo nel mondo. Al termine della conferenza stampa di presentazione che si è tenuta a martedì mattina a Torino, presso la Biblioteca nazionale alla domanda “ come mai tra gli editori non c’è neppure un rappresentante della editoria religiosa?” La risposta di Gian Arturo Ferrari è stata piuttosto laconica “ Abbiamo dovuto fare una scelta e quindi qualche editore è entrato nella lista e qualcuno è rimasto escluso, all’editoria religiosa è stata dedicata uno spazio nella sezione “Fenomeni”.

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