14 Luglio 2026
Fenestrelle. Scritto Misto al Forte San Carlo
Il 18 e 19 luglio al Forte di Fenestrelle ospiti di Scritto Misto Fiorenza Pistocchi e Graziella Bonansea, Antonella Manduca, Cinzia Dutto e Enrico Challier.
Il weekend del 18 e 19 luglio il Forte di Fenestrelle, nella suggestiva cornice della sua Chiesa, ospita un nuovo appuntamento della XII edizione del Festival “Scritto misto”, incentrata sul tema “Umano / Disumano”.
Sabato 18 luglio, alle ore 16.30, la Chiesa del Forte di Fenestrelle (ingresso libero) vede protagoniste due autrici d’eccezione: Fiorenza Pistocchi con il suo libro “Caterina Radio Clandestina”, in dialogo con Daniela Grill, mentre Graziella Bonansea presenta “Tu che non parli”, confrontandosi con Bruna Peyrot. Ad arricchiere il pomeriggio le note del Blackwood Quartet, con un repertorio classico e klezmer.
Domenica 19 luglio alle 16.30, la Chiesa del Forte di Fenestrelle ospita il secondo appuntamento sempre a ingresso libero. Il pomeriggio si apre con Antonella Manduca che presenta “Il tempo di Stefano” insieme alla moderatrice Germana Buffetti e alle letture di Paola Farinetto. A seguire, Cinzia Dutto ed Enrico Challier presentano il libro “Gocce d’inchiostro e trucioli di legno”, dialogando con Andrea Garavello; per l’occasione sarà allestita la mostra scultorea di Challier “Donne Ribelli”.
La parte musicale è invece affidata a SM@RT OPERA, con le arie d’Opera interpretate dal basso-baritono del Teatro Regio Andrea Goglio, accompagnato al pianoforte da Andrea Turchetto.
A spiegare il tema conduttore dell’edizione 2026 di Scritto Misto è l’organizzatrice Deborah Severini:
«Proprio nelle situazioni più difficili, emergono anche segnali opposti. Realtà apparentemente disumanizzanti — contesti di guerra, povertà, emarginazione — diventano talvolta il luogo in cui germoglia qualcosa di inatteso. Figli nati sotto i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale, espedienti per sopravvivere nei lager, gesti eroici in cui sono state salvate vite con atti di coraggio e di resistenza silenziosi… È lì che si rivela una forza primordiale: la volontà di sopravvivere, non solo per sé stessi, ma per il bene comune. Rimanere “umani” non significa essere perfetti, ma riconoscere questa fragilità e scegliere, ogni volta, da che parte stare. Perché dobbiamo abitare una parte, dobbiamo avere uno sguardo di coerenza con il nostro cuore per riconoscerci nella nostra vita».
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