Domenico Bianco recensisce “A tavola con Faust”, libro in cui Luigi Randaccio sul filo dell’ironia smaschera inganni e verità celate dell’industria consumistica.

“È una pubblicazione senza dubbio rivelatrice di molti inganni e verità celate da quella industria consumistica che ha bisogno di fare profitti, ma è anche divertente perché con nonchalance smaschera alcuni aspetti della nostra società.

L’autore è abile nel mettere il coltello nella piaga nei confronti di una industria che tenta di imporre dei modelli discutibili, per esempio nella forma fisica delle persone o nella moda. E chi scrive lo fa con sarcasmo ed efficacia.

Randaccio parte con i suoi ricordi di bambino, quando alcune scene ed avvenimenti restano ben fissi nella mente. E sono proprio le reminiscenze infantili che riemergono e vanno ad integrare le proprie esperienze di vita, scoprendo talvolta sostanziali differenze e non sempre positive.

L’ironia è comunque il filo conduttore che accompagna l’intera opera e che spesso fa sorridere il lettore, anche se a denti stretti.

In una prima impressione chi legge potrebbe pensare che ci si trovi di fronte ad un signore con la fissazione per l’igiene, considerando gli innumerevoli rilievi che puntualmente annota, in realtà spesso non ci chiediamo quanto sia pericoloso non far caso ai troppi “sbadati” che incontriamo quotidianamente e che non rispettano le più elementari regole igieniche, specie nel tempo attuale dominato dai vari virus.

Descrive poi con orrore la crudeltà verso gli animali, in particolare quando sono destinati alla macellazione, svela la ferocia dei “vaccari” nei confronti delle povere bestie indifese.

Anche se il lavoro di Randaccio in certe pagine ci fa sorridere, alcune notizie riportate comunque con evidente crudezza, ci fanno invece molto riflettere, tuttavia ci rendiamo conto che in fondo, al di là del momentaneo turbamento, non ci riguardano poi più di tanto.

Il consumismo com’è noto non ha alcun interesse a farci sapere come stanno veramente le cose dietro le quinte della grancassa pubblicitaria.

Interessante anche come si sviluppa il ragionamento sulla tanto sbandierata moda del “Chilometro zero”, che è a dir poco un colossale inganno e si chiede, per esempio, che senso abbia risparmiare carburante e non inquinare l’aria scegliendo di consumare l’insalata prodotta vicino casa nostra, quando poi per un esame medico la sanità pubblica ci manda lontano decine di chilometri.

Nell’affrontare il tema ecologico emergono infatti numerose contraddizioni che meritano di essere discusse ed approfondite. Nel libro l’autore non fa sconti e del resto nel sottotitolo è pure indicato che si tratta di un “diario-manuale di un consumatore…”

Il volume di 292 pagine è autoprodotto e può essere richiesto ad Amazon Italia Logistica Srl”.

Domenico Bianco