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Cultura  

31 anni fa moriva Gec un pioniere della satira italiana

31 anni fa moriva Gec un pioniere della satira italiana

20 gennaio 2015

Ricorre oggi l’anniversario della morte di Enrico Gianeri, famoso giornalista, caricaturista e vignettista satirico italiano.
Nasce a Firenze da una famiglia sardo-piemontese il 9 novembre del 1900. Gec è il primo studioso italiano della storia della caricatura e della grafica umoristico-satirica, raccoglieva riviste da tutto il mondo.
Nel 1919 si trasferisce a Cagliari per gli studi e comincia la sua attività umoristica. Nello stesso anno nasce il suo pseudonimo Gec come firma abbreviata di Gianeri Enrico Cagliari, e fonda la rivista satirica La Freccia (1919-22) che prende in giro la classe politica.
A soli 22 anni viene chiamato a Torino per collaborare con il Pasquino, il più importante dei periodici satirici italiani di cui diventa direttore l’anno successivo; ci rimane fino al 1930, anno in cui la testata viene chiusa per ordine della vigente pubblica autorità. Nel 1924 fonda il Codino Rosso (satirico torinese liberalisteggiante) che però ha durata breve perché nel 1925 il regime di Mussolini lo fa chiudere. Nel 1929 la stessa sorte tocca al Pasquino anche a causa di problemi economici.
Gec, per poter ancora lavorare, deve farlo sotto falso nome, presentandosi ad esempio come Harry Box o H.G. Watson.
Nel 1937-1938 è tra gli aiutanti fissi de Le grandi firme, quando la testata di Pitigrilli passa a Mondadori, sotto la guida di Zavattini. Dopo la seconda guerra mondiale torna a dirigere il Pasquino, fino al compimento del centenario della storica testata nel 1955, che l’anno successivo dovrà chiudere.
Riesce a mettere insieme una delle più importanti collezioni italiane e internazionali di pubblicazioni umoristiche e di satira (circa 1.500 testate), che dopo la sua morte verrà acquistata dall’Archivio Storico del Comune di Torino. Muore a Torino il 20 gennaio 1984.

Sara Rostagno

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