14 Ottobre 2025
[ 100% Poesia ]. Spazio agli autori
«Potete vivere tre giorni senza pane; ma senza poesia, in nessun caso; e quelli di voi che affermano il contrario s’ingannano: non si conoscono».
Charles Baudelaire
Con questo spirito si apre una nuova pagina dedicata ai poeti del Pinerolese – e non solo. Il marchio 100% Poesia, curato da anni da Vita Editrice, trova ora casa anche online, in questo spazio che accoglierà di volta in volta autori diversi, voci intime, sguardi profondi e parole capaci di raccontare la vita in tutte le sue sfaccettature.
Tutti i testi resteranno raccolti qui, a comporre nel tempo una piccola antologia in continua fioritura.
Chi desidera condividere i propri versi, sia per questa rubrica digitale sia per la versione cartacea (ovviamente più limitata negli spazi), può farlo utilizzando l’indirizzo e-mail vitaeditrice@gmail.com

TENERSI PER MANO
Di Mauro Carlesso
Tenersi per mano,
è un gesto tra i più belli e nobili che possa compiere l’essere umano.
È un modo semplice, dolce, delicato per trasmettersi l’affetto.
Tenendosi per mano si sente il cuore dell’altro che pulsa per noi.
Sembra un gesto infantile, invece non ha tempo.
La donna e l’uomo si cercano anche attraverso il contatto fisico e prendersi per mano è il primo, sensuale ed essenziale passo verso l’unione.
Quando ci si tiene per mano tutto il resto perde consistenza, diventa liquido, impalpabilepotrebbe non esistere più.
Conta solo quel calore che si sente sulla propria pelle, nel proprio cuore.
Tenersi per mano significa cercarsi, avvicinarsi.
Tenersi per mano è affetto.
È l’amore che sboccia.
È l’amore che dura.Ma è anche, tenersi per mano, un gesto d’affetto per non cadere.
Per non cadere quando gli anni che avanzano
o gli inconvenienti della vita rendono precario il nostro cammino.
E così che tenersi per mano accade spesso tra gli anziani,
che, tenendosi per mano per non cadere, si vogliono sempre più bene.
Ma anche quando si raggiunge la cima di una montagna,
stringersi la mano,
tenersi per mano
ci aiuta ad osservare il mondo attorno a noi,
sotto di noi,
ed assaporare,
ed “ascoltare” la vita che scorre attraverso le nostre mani unite.
Ecco allora che tenersi per mano diventa, ancora una volta, il bene più prezioso.
Diventa libertà,
serenità, sicurezza e pace.
Diventa amore,
diventa vita.
Si parva licet componere magnis (Verg, Georg. IV, 176)
E Tu,
che vorresti essere ape.
Vorresti la dote particolare
vorresti il volo lontano
vorresti il fiore montano
vorresti il riposo serale.
Tu che vaghi tra la fredda terra,
e racconti solo dei felici fiori;
Tu che ti vergogni delle tue ali fragili
e vesti di sole e di profondo;
Tu che vorresti il vitino da vespa,
e sei solo ape.
Ma sei Tu
con il miele negli occhi
e il pungiglione sulle labbra,
ma Tu
con i fiori nell’anima
e la fatica sulla pelle
Tu
che ferisci
ma pur di ferire
preferisci morire,
Tu non ti accorgi
di essere miele.
Anna Bonifazio
POESIA SULLA POESIA
Irrequieta la penna fra le mie dita,
sembra debba scriver di tutta una vita.
Scarico indelebile sulla carta bianca
ciò che spesso mi manca,
i miei reconditi pensieri
come l’aratro che solca la terra
incidono la carta per deporre la lirica.
Di nulla si cura la mia mano, veloce e sicura.
Guida la penna che impavida guerriera,
spesso tra le dita si tramuta in preghiera.
Qual più soave suono si potrebbe immaginare
che non il fruscio di una penna che mi parla d’ardore,
che dona alla carta sapore e colore.
Creo vivide immagini, suoni vibranti,
ed è così che l’anima s’innalza
libera dalle sue catene.
A volte mi faccio beffa della gente,
tra i versi ironizzo sulla vita…Ed è così
che gli uomini mi credono impazzita!
O soave poesia,
tu non parli sempre della vita mia…
O disarmante poesia,
con la mia penna t’imprigiono sulla carta…
Incessante ritmica rubata
tu per sempre sarai da me venerata.
Cristina Viotto

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