16 Luglio 2026
100% Poesia. In memoria di Francesco Vona
Un grido in versi contro le morti sul lavoro: la poesia di Yuleisy Cruz Lezcano per Francesco Vona trasforma il dolore in denuncia e il silenzio in memoria.
La terra dell’addio
L’ingranaggio grigio / ha affilato il silenzio.
Nella cava la polvere è salita, / ha coperto la memoria nel volto.
Dal buio del lavoro / qualcuno chiamò aiuto.
Due mani hanno cercato / di liberare altre mani.
A uno a uno schiacciati, / urlavano i sogni, / pestati sulle vie della carne.
Lo scheletro trasparente di un papavero / ha prodotto frammenti, storie, ingranaggi che interrogano la lingua/ davanti all’ombra della morte.
Ora che un lavoratore non c’è più, condite noi agnelli di specie, / diteci che il nostro lavoro / è la processione per morire, / mentre una madre guarda la terra dell’addio / che non le è stato concesso.
Abbassiamo lo sguardo / davanti all’ennesima “Tragedia”, / ascoltiamo il vuoto arrivare, / il dolore che fa il suo bianco trasalire / nella frase: «non c’è più».
E seguitiamo a cercare colpe / su questo inferno scolorito / che resta sul cancro opaco / che uccide lo sguardo.
Questa poesia dedicata a Francesco Vona, nasce dal dolore per una vita spezzata dentro un luogo che dovrebbe essere spazio di dignità e non di perdita. Non vuole soltanto ricordare una tragedia, ma dare voce a ciò che rimane dopo: il silenzio della macchina, la polvere che copre la memoria, le mani che cercano di salvare altre mani e una madre costretta a guardare una terra dell’addio che non avrebbe mai dovuto conoscere. Le immagini poetiche vorrebbero trasformare la sofferenza in una denuncia, davanti a un ingranaggio che diventa il simbolo di un sistema che non può consumare vite umane, il lavoro non può diventare una processione verso la morte, la sicurezza non può essere una parola vuota, pronunciata dopo il sacrificio.
Yuleisy Cruz Lezcano
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