Commento al Vangelo della III Domenica del Tempo ordinario a cura di Carmela Pietrarossa. Domenica 26 gennaio 2014

 

“Venite dietro a me!” (Mt 4,19)

 

A chi non è capitato di sbagliare strada mentre era alla guida in cerca di località nuove, ritrovandosi, pertanto, a vagare, se mai, anche di notte senza indicazioni stradali a cui fare riferimento e, men che mai, persone a cui rivolgersi; ed ironia della sorte, probabilmente avevano anche seguito letteralmente le indicazioni del nostro navigatore! Ci siamo letteralmente persi, ma con una buona dose di autocontrollo, abbiamo, poi, ritrovato la strada!
La medesima esperienza è trasportabile in ambito spirituale e coincide con l’imperativo categorico che Gesù rivolge in questa domenica a ciascuno di noi, personalmente: “Convertiti, cambia strada, imbocca finalmente quella giusta!”
Forse anche noi ci siamo smarriti oppure preferiamo “tirare a campare” accontentandoci delle mezze misure e dei compromessi con la nostra coscienza perché il Vangelo, con la sua logica radicale fatta persona nel Figlio di Dio, ci appare eccessivamente esigente.
Il Signore, invece, continua ad incalzare e dopo il primo imperativo, ve n’è subito un secondo ancora più esplicito: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,19).
Dio non si arrende a perdere chi ama, continua a perseguitare l’uomo con il suo amore, ma solo perchè vuole che egli sia pieneamente realizzato, condividendo con lui la sua vita divina.
La conversione scatta nel nostro cuore quando cominciamo a metterci in discussione, ponendo in secondo piano le reti e la barca, per chiederci: Signore cosa vuoi che io faccia? In questa o quella situazione tu come agiresti? Qual è la tua volontà?
Paolo parlando agli abitanti di Corinto li esorta ad essere “tutti unanimi nel parlare perché non vi siano divisioni tra voi” (1Cor 1,10) (II lettura); in certi contesti in cui siamo inseriti vorremmo replicare all’Apostolo, dicendogli: “Paolo questa è una mission impossible, mi inviti a fare unità a prescindere dai tanti <ma o nonostante> che tu ben conosci”. Eppure anche allora il Signore ci ripete: “Seguimi, ti farò pescatore di uomini, ti mando a formare l’uomo, a costruire questa umanità che non sa più relazionarsi, che non sa più amare, che chiusa in se stessa vaga senza una meta, che si lascia guidare dai tanti navigatori del momento, ma che ha perso la rotta”. Il Signore ci promette che moltiplicherà la gioia ed aumenterà la letizia (Is 9,2) (I lettura): non si sta impegnando a toglierci questa o quella croce, ma a rimanerci accanto per affrontare insieme quella situazione nella pace. Ci chiede, espressamente, in questi tempi di crisi, di investire su di lui e non sarà di certo un investimento a fondo perduto.
Buona domenica!

 

Seguire Gesù