Commento al Vangelo della Festa del Battesimo del Signore  a cura di Carmela Pietrarossa. Domenica 12 gennaio 2014

Tu sei la mia compiacenza! (Mt 3,17)

Il tempo liturgico del Natale trova il suo epilogo con la festa del Battesimo di Gesù, su cui oggi siamo invitati a soffermarci.
Contempliamo, pertanto, Gesù mentre scende nelle acque del Giordano e si mette in fila insieme ai suoi concittadini per essere battezzato da Giovanni.
Lo stesso Battista non comprende quel gesto ed esclama: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?”. Ma Gesù gli rispose: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia” (Mt 3,14-15).
Il gesto è carico di significato e si contrappone ancora una volta all’idea di Messia propria delle aspettative umane di quel tempo, come del presente: non un Dio potente, rivoluzionario, irruente di fronte al male, ma un Maestro e Signore che, scendendo nelle acque e mettendosi in fila con gli altri, ne condivide la condizione umana fino in fondo, assumendola nella propria carne. Con quel gesto ci dice che è vicino ad ognuno, ne comprende la storia ed il percorso sovente caratterizzati da cadute ed incertezze, ma non per questo egli indietreggia o misura la sua donazione a seconda dei destinatari: “Dio non fa preferenze di persone…” (At 10,34), ci ricorda la seconda lettura.
Il Signore non si scandalizza per le nostre infedeltà, continua a seguirci con il suo sguardo amorevole, chiedendo, tuttavia, che compiamo anche noi quel gesto di immersione nell’acqua e di risalita dalla stessa che significa lasciare la vecchia veste del peccato per assumere decisamente quella nuova, ripulita continuamente dalla Grazia.
Non appena Gesù esce dalle acque i cieli si aprono ed il Padre proclama: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” (Mt 3,16). Gesù è il servo che il Signore sostiene e di cui si compiace” (Is 42,1) (I lettura) perché ha adempiuto “ogni giustizia” (Mt 3,15), ha fatto, cioé, in tutto la volontà del Padre, desiderando unicamente piacere a lui.
Anche nelle nostre vite l’obbedienza al Padre apre i cieli e si trasforma in abbondanza di grazie e benedizioni per chiunque intraprenda questa via.
La celebrazione della festa del Battesimo di Gesù vuole essere, pertanto, un invito a ripensare al nostro battesimo come impegno a vivere da figli risanati dalla Grazia con l’unico intento di essere la compiacenza del Padre, facendo giorno per giorno, nei nostri impegni quotidiani, ciò che a lui è gradito, affinché anche di ciascuno di noi egli possa dire: “Questi è il mio figlio, che è tutta la mia compiacenza!”.
Buona domenica!

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