Ricorderemo la Pasqua del 2020 come una “Pasqua senza”.

Senza il pranzo con i parenti e gli amici.

Senza viaggi.

Senza poter uscire di casa.

Per molti senza lavoro.

Per tutti senza certezze.

Ma non solo.

Ricorderemo la Pasqua del 2020 come una Pasqua

senza veglia,

senza messa,

senza eucaristia.

Ricorderemo la Pasqua del 2020 come una Pasqua

senza il nostro vescovo Derio

che, come tanti altri nostri parenti e amici,

si trova in ospedale a combattere

contro un virus che ha stravolto la nostra vita.

Ricorderemo la Pasqua del 2020 come una Pasqua

senza coloro che questa malattia

ci ha portato via

(senza che potessimo nemmeno dir loro addio).

Che cosa ci resta dunque di questa Pasqua?

Ci resta una tomba vuota,

ci resta la fede in Gesù veramente Risorto,

ci resta una speranza

che ha aperto in due la storia,

e ci resta la promessa eterna

di una vita senza fine.

Tutto questo nessun virus

e nessuna restrizione

potrà mai portarcelo via.

Patrizio Righero 

Forno di Coazze. Foto P. Righero