19 gennaio 2014

AGD – Migranti e rifugiati per un mondo migliore. È  il titolo del messaggio di Papa Francesco: un obiettivo importante in un mondo globalizzato nelle comunicazioni, nel commercio, nelle guerre sotto vari nomi(da guerre civili a missioni di pace), nell’ostacolare le migrazioni umanitarie e le fughe dai luoghi di guerra che ci costa di più che l’accoglienza di 5 milioni di nuovi cittadini.
E’ difficile cogliere segnali globali di accoglienza, condivisione dei beni ,di promozione della dignità e della centralità della persona umana.
La fiducia e la speranza che uomini e donne nuovi arrivati portano verso i paesi ricchi,sviluppati,guidati dalle democrazie si chiudono nel Mediterraneo o ai confini degli stato dove i cittadini nativi hanno paura di perdere i privilegi,il benessere di popolo “ricco”e pensano che la condivisione sia troppo difficile.
“Se vogliamo essere di più”, come dice papa Francesco dobbiamo avere fiducia nella vita, nella società e tornare a mettere al centro la persona(e non la crescita economica e finanziaria)
I diritti condivisi non impoveriscono ,ma sono come l’acqua per i pesci e l’aria da respirare per gli uomini.
La nostra società –incapace di condividere al suo interno il lavoro che crea benessere anche coi figli ,coi giovani disoccupati-ha paura del futuro, ha perso la speranza.
La speranza è maggiore trai naufraghi, tra i profughi, tra gli immigrati poveri che al nostro interno,nelle società di accoglienza.
Forse abbiamo paura di perdere qualcosa,di dover rinunciare a privilegi economici e sociali,di perdere la nostra cultura e la”sicurezza”! ma in realtà è ancora il diverso che arriva con cui non ci misuriamo :giovane, colto,di religione diversa, di colore diverso che cerca libertà e vita dignitosa e pensa di trovarla con noi.
L’augurio che farei a tutti noi la prendo da Ghandi: ”viviamo semplicemente, perché altri semplicemente vivano”.

Fredo Olivero, Migrantes Torino

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