Maggio è il mese tradizionalmente dedicato alla Beata Vergine Maria, la Madre di Gesù e Madre nostra. La devozione mariana passa per la proclamazione del Dogma dell’Immacolata concezione dell’otto dicembre 1854, cresce grazie all’amore smisurato per la Vergine dei santi, si alimenta del sapiente magistero dei Papi. Nell’enciclica “Mense Maio” datata 29 aprile 1965, san Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione». Nessun fraintendimento però sul ruolo giocato dalla Vergine nell’economia della salvezza, «giacché Maria – scrive ancora papa Montini – è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso». Nel “Trattato della vera devozione a Maria”, san Luigi Maria Grignion de Montfort scrive: «Dio Padre riunì tutte le acque e le chiamò mària (mare); riunì tutte le grazie e le chiamò Maria». In questo mese la ricorderemo, particolarmente il tredici, sotto il titolo di Beata Vergine Maria di Fatima, e il giorno ventiquattro, con il titolo di Maria Ausiliatrice.

Il rosario è una forma di preghiera che nasce come preghiera per Maria. Il nome, infatti, deriva dalla rosa, il fiore, che è a tutti gli effetti il fiore della Vergine e del mese mariano. Non a caso le preghiere che compongono il rosario sono dette “corone” e questo termine è da intendersi come sinonimo di ghirlanda. In questo frangente particolare di emergenza coronavirus, si suggerisce in modo speciale la recita del Rosario in famiglia, dato che difficilmente si potranno organizzare, momenti di preghiera comunitaria in parrocchia com’era consuetudine in tempi “normali”.

Nella lettera del 25 aprile per il mese di maggio il Papa dice: «È tradizione, in questo mese, pregare il Rosario a casa, in famiglia. Una dimensione, quella domestica, che le restrizioni della pandemia ci hanno “costretto” a valorizzare, anche dal punto di vista spirituale.

Perciò ho pensato di proporre a tutti di riscoprire la bellezza di pregare il Rosario a casa nel mese di maggio. Lo si può fare insieme, oppure personalmente; scegliete voi a seconda delle situazioni, valorizzando entrambe le possibilità. Ma in ogni caso c’è un segreto per farlo: la semplicità; ed è facile trovare, anche in internet, dei buoni schemi di preghiera da seguire.

Inoltre, vi offro i testi di due preghiere alla Madonna, che potrete recitare al termine del Rosario, e che io stesso reciterò nel mese di maggio, spiritualmente unito a voi. Le allego a questa lettera così che vengano messe a disposizione di tutti» (Le preghiere suggerite da papa Francesco sono disponibili sul sito www.vitadiocesanapinerolese.it).

L’affidamento dell’Italia a Maria

Un atto di affidamento speciale dell’Italia alla Vergine Maria come segno di salvezza e di speranza il 1° maggio, all’inizio del mese mariano segnato, quest’anno, dalla pandemia. È stata la decisione della Conferenza episcopale italiana che ha deciso di raccogliere la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli. Con un momento di preghiera, nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio, nella diocesi di Cremona e in provincia di Bergamo.

«La scelta della data e del luogo è estremamente simbolica – ha spiegato la Cei in una nota – Maggio è, infatti, il mese tradizionalmente dedicato alla Madonna, tempo scandito dalla preghiera del Rosario, dai pellegrinaggi ai santuari, dal bisogno di rivolgersi con preghiere speciali all’ intercessione della Vergine. Iniziare questo mese con l’Atto di Affidamento a Maria, nella situazione attuale, acquista un significato molto particolare per tutta l’ Italia».

Il luogo, Caravaggio, situato nella diocesi di Cremona e provincia di Bergamo, racchiude in sé la sofferenza e il dolore vissuti in una terra duramente provata dall’ emergenza sanitaria. Alla Madonna la Chiesa affida i malati, gli operatori sanitari e i medici, le famiglie, i defunti. Nella festa di San Giuseppe lavoratore, sposo di Maria Vergine, affida, in particolare, i lavoratori, consapevole delle preoccupazioni e dei timori con cui tanti guardano al futuro. In questo tempo, dall’inizio della pandemia, ogni settimana è stato pregato il Rosario in alcuni luoghi simbolo del nostro Paese: da Brescia, una delle province più colpite dal Covid-19, al santuario di Pompei, fino alla cappella del Policlinico Gemelli di Roma.

Entrando attraverso Maria, la porta che conduce a Dio, noi entriamo a far parte della famiglia dei figli di Dio; seduti sulle sue ginocchia impariamo a riconoscere e ad ascoltare la voce del Padre e dalle sue mani prendiamo con fiducia il pane della vita che il Padre ha preparato per noi. Ella, madre premurosa e desiderosa del bene dei figli, ci porta al Padre e gode nel vederci riuniti nella sua casa: è la porta che introduce nella casa di Dio.

Come ogni porta si apre anche verso l’esterno, permette l’entrata e l’uscita, così anche Maria: per un verso, entrando attraverso di lei, siamo introdotti al Padre ed ella ci fa riscoprire la bellezza di essere figli di Dio; per l’altro verso, uscendo con lei, la porta ci immette e ci accompagna nel mondo, non più soli e dispersi, ma come parte di una famiglia che tutti riunisce in Gesù.

Cari amici, certamente stiamo vivendo un tempo difficile ma favorevole. Abbiamo contemplato una grande grazia, nella nostra diocesi, la guarigione del nostro vescovo che anche grazie alle nostre preghiere a Maria è stato salvato dalla morte. Chiediamo a Lei questo sguardo di speranza e fiducia, perché attraverso la preghiera e la sua intercessione materna possiamo superare questa dura prova.

 

Don Alex Moreira