In tanti hanno partecipato ieri alla processione della Consolata, appuntamento irrinunciabile  per i fedeli torinesi.

L’arcivescovo, Cesare Nosiglia, ha voluto far aprire la processione da un gruppo di rifugiati.

Un segnale forte in questi giorni in cui il dibattito sociale e politico mette in dubbio il valore dell’accoglienza.

Sotto la photogallery di Paola Bettella, riportiamo il testo integrale dell’intervento di Nosiglia che ha richiamato con forza la centralità della famiglia e del matrimonio.

 

Luca Rubin

Torino, Sagrato Consolata, 20 giugno 2018

 

Cari fratelli
al termine di questa solenne processione vogliamo chiedere alla Madonna Consolata una particolare benedizione per le nostre famiglie, ma anche per i nostri giovani perché sappiano vedere nel matrimonio
e nella famiglia una vocazione, una chiamata e vivere l’unione tra loro come segno dell’amore fedele e stabile che Cristo ha verso la sua Chiesa.
La Madonna ama ogni famiglia come ci ha indicato nell’episodio delle nozze di Cana di Galilea quando la sua premurosa attenzione e intercessione ha fatto sì che suo Figlio, anticipando l’ora della sua missione, ha compiuto il suo primo miracolo proprio nei confronti di una giovane coppia
di sposi in difficoltà.

Affermare che LA FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO TRA UN UOMO E UNA DONNA è l’unica che risponde alla volontà di Dio e ne rivela l’immagine e la somiglianza, SIGNIFICA CHE alle sue radici
c’è un dono gratuito del Signore che ha condotto per mano due giovani suscitando nel loro cuore quell’amore che viene cementato dalla sua grazia nel sacramento nunziale.
A questo dono Dio resta fedele per sempre e sostiene la fedeltà dei due coniugi perché non vacillino
di fronte alla difficoltà e trovino la forza di superarle basandosi sulla grazie di Dio e il loro impegno.

Oggi prevale nella cultura e nella società quel costume diffuso dell’INDIVIDUALISMO che accentua la ricerca del proprio bene individuale a scapito della comunione e dell’unità che dovrebbero essere fondamento della vita di due coniugi e poi della loro famiglia.
Un altro ostacolo è certamente dovuto alla PRECARIETA’ che è ormai presente in tanti ambiti del vissuto dei GIOVANI e LI RENDE perplessi e INSICURI di fronte a scelte stabili come sono il matrimonio e la famiglia, che esigono una permanente fedeltà.
Infine non possiamo dimenticare la MANCANZA DI FEDE nel Signore che pure si è impegnato a farsi corresponsabile del patto sponsale e familiare con la sua grazia e la permanente forza del suo Spirito di Amore che dona ai coniugi e genitori il sostegno necessario per guardare avanti con speranza.

Di fronte a ciò CI SONO PERO’ ANCORA TANTE FAMIGLIE CHE, al contrario, TESTIMONIANO la BELLEZZA e la FEDELTA’ del loro matrimoni e che trovano appunto nella fede la forza di superare ogni eventuale difficoltà. Occorre essere consapevoli che LA VITA DI FAMIGLIA E’ una necessaria combinazione di gioie e di fatiche, di tensioni e di riposo, di sofferenza e di liberazioni sempre in un cammino di carità nel quale l’amore di Dio, che è stato loro donato, spinge gli sposi a prendersi cura l’uno dell’altro.

Chiediamo alla Consolata che le nostre comunità parrocchiali diventino sempre più una famiglia di famiglie dove ogni coppia e famiglia si senta ascoltata, accolta e accompagnata nel suo percorso, pronte a una vera accoglienza, pazienti nel proporre cammini di discernimento e di crescita nella fede e nell’amore.
Voglia Maria Santissima far comprendere ai giovani e a tutte le famiglie che la vocazione a cui Dio li chiama è un cammino ricco gioia e di speranze fondate sulla sua fedeltà.

Maria Consolata visiti dunque tutte le nostre famiglie, di cui Ella è Madre per volere di Gesù
e li aiuti a credere fermamente nella carità di Dio che li sostiene in ogni loro necessità.
Termino con l’AUGURIO CON CUI PAPA FRANCESCO chiude la sua Esortazione Apostolica Amoris laetitia: “Camminiamo famiglie, continuiamo a camminare: quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo mai la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa”.

 

+ Cesare Nosiglia