«Parole… scritte, dette, ascoltate, pubblicate; con autorevolezza, incertezza, affetto, empatia, dolore… Parole che escono dal cuore e dalla mente, l’anima che straborda verso l’altro, che esonda per raggiungere, esprimersi, tessere una relazione, invocarla, abitarla. Servono molto affetto e molto senso della cura per continuare a offrire parole che intreccino ponti e relazioni, aperture. Serve un grande senso della fiducia negli altri per continuare a credere, oltre ogni esperienza vissuta, che le parole possono essere accolte e non oltraggiate, rispettate e amate. Serve una grande fiducia in Dio, quel Dio che sostiene silenziosamente ogni tentativo di sbilanciarsi a braccia aperte verso tutto ciò che noi non siamo. Questo il Vescovo Derio ci regala, (e non solo in questo libro) e ce lo regala con l’umiltà di prendere a prestito parole di altri (il gusto delle belle citazioni efficaci, da cui prendere lo spunto!), di scegliere il meglio che ha a disposizione, prodotto da poeti, scrittori, da chi frequenta le parole, per farlo circolare». Così la teologa Stella Morra presenta “Insieme nei giorni”, il nuovo libro del Vescovo Derio che raccoglie una serie di articoli comparsi sul giornale “Eco del Chisone”.

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“Sono a Pinerolo da pochi giorni. Dalla finestra di casa vedo molti tetti. Immagino chi abita in queste case. Penso a tutti coloro che vivono in questa città e nei paesi vicini. In pianura o nelle valli.

Penso a te, caro lettore, cara lettrice. Penso alla tua vita. Magari in questo momento sei allegro oppure triste. Magari stai passando un periodo facile op-pure sei in salita, stai faticando. Magari sei credente oppure ateo. Penso ai tuoi affetti, alle persone che ti sono care, a quelle che ti stanno antipatiche.

Io sono qui a percorrere un pezzo di cammino con te.”

 

  È con queste parole che Mons. Derio Olivero, inaugura nel novembre 2017, appena nominato vescovo della diocesi di Pinerolo, la rubrica “Le parole per dirlo” che esce ogni settimana su L’Eco del Chisone.

Un incontro con i lettori del giornale che è diventato un appuntamento fisso molto atteso. I temi sono quelli dell’attualità: le vicende che accadono in questa terra, gli incontri quotidiani, l’anno liturgico, le fatiche quotidiane.

Sono parole per tutti, parole semplici che fanno breccia e aprono un varco sulle sfide a cui sono chiamati oggi i cristiani in una società in cui le religioni stanno diventando irrilevanti.

Ma “Le parole per dirlo” non è un pulpito da cui tuonare una predica, da cui additare peccati e peccatori. È invece una panchina dove restare seduti per qualche istante prima di riprendere la corsa quotidiana. Ci ferma e ci si rinfranca per guardarsi attorno, stupirsi della bellezza del creato, indugiare sulle cose, ascoltare un amico che suggerisce una riflessione sulle cose essenziali della vita.

In punta di penna, e in punta di piedi, il vescovo di Pinerolo scrive senza intenti moralizzatori e senza pregiudizio. Racconta di sé, di esperienze che ha vissuto, e negli aneddoti si ritrova presto un filo rosso che è quello della speranza: negli uomini e nelle donne di questa terra, nelle relazioni che costruiamo ogni giorno, nella bellezza del creato, nella vita in sé. E per chi crede c’è anche un invito alla meditazione, alla riscoperta di senso.

 Nel marzo 2020 il vescovo Derio si è ammalato di Covid in modo molto serio e la rubrica è rimasta in silenzio. Quel tempo sospeso, quell’attesa durata tre mesi, è diventata una testimonianza preziosissima di fiducia e di speranza. Poi il vescovo ha ripreso il dialogo con i lettori, condividendo le sue fragilità di uomo messo alla prova dalla malattia, e la sua voglia di pensare e costruire il futuro.

Perché il vescovo è un pastore, e il pastore sta in mezzo alle sue pecore: insieme, nel tempo.