* In questi giorni sento spesso dire: «… speriamo che il prossimo anno sia migliore di questo». Sì, lo speriamo tutti. E ce lo auguriamo di cuore ma, se questa pandemia di ci ha insegnato qualcosa, sappiamo – oggi ancora più di ieri – che il futuro è davvero imprevedibile. Basta un nulla e tutti i nostri piani si smontano. Basta un nulla e cambiano radicalmente le prospettive e le priorità.
* Per molti di noi questo è stato un anno di grandi sofferenze. Penso in particolare a chi ha perso una o più persone care, e a chi si è ritrovato senza un lavoro. Un po’ tutti, almeno qualche volta, ci siamo sentiti impotenti, abbandonati a noi stessi.
Ce ne sarebbe a sufficienza per lasciarsi prendere dallo sconforto.
* Questa mattina ero nella Basilica di San Maurizio a Pinerolo e mi sono soffermato di fronte a questa statua di Maria col bambino.
«Chi regge il mondo?», mi son chiesto.
«Sono i re (o i presidenti) delle grandi potenze? Sono le multinazionali? Sono gli eserciti? Sono le lobby?»
Sembrerebbe proprio così.
Invece questa immagine ci mostra che il mondo è in mano ad un bambino.
A un bambino con la corona.
Un bambino in braccio a sua madre, anch’essa incoronata.
Sono loro a reggere il mondo.
Che cosa abbiamo dunque da temere?
Siamo in buone mani.
Siamo nelle loro mani.

Buon anno!

Patrizio Righero