7 Maggio 2012
Prima comunione, il come è più importante del quando
Il Vescovo: “Non impoverite, con una mondanità inopportuna e con tentazioni narcisistiche, questo giorno” È tempo di “prime comunioni” nelle nostre parrocchie. Conosciamo il fermento che accompagna questa festa nelle famiglie. È certamente un momento desiderato, ma non sempre adeguatamente preparato, molte volte sommerso da tante cose che nulla hanno a che vedere con questo giorno benedetto.
Innanzitutto occorre precisare che la “Messa di prima comunione” è il momento più alto e il vertice del cammino dell’Iniziazione Cristiana, che comincia con il Battesimo e continua con la Cresima.
Va inoltre ricordato che, mentre i sacramenti del Battesimo e della Cresima, si ricevono una volta sola, l’Eucarestia viene celebrata ogni domenica e diventa il momento bello in cui la comunità si raduna per fare – come nel Cenacolo – esperienza di Gesù Risorto. Perciò la Messa di prima comunione non è un’isola, ma deve continuare ogni domenica con fedeltà e perseveranza.
Benedetto XVI, nel documento conclusivo del Sinodo dell’Eucarestia, ha invitato a «verificare quale prassi possa aiutare meglio i fedeli a mettere al centro il sacramento dell’Eucarestia, come realtà cui tutta l’Iniziazione Cristiana tende» (n. 18). In genere, nella nostra tradizione occidentale, la Cresima veniva celebrata dopo la Prima Comunione, dicendo impropriamente che è il sacramento della “maturità”. Invece no! È «l’Eucarestia la pienezza dell’Iniziazione Cristiana, fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa».
Battesimo, Cresima ed Eucarestia sono tre sacramenti strettamente legati tra di loro. Il Battesimo, porta di tutti i sacramenti, ci inserisce nell’unico corpo di Cristo. I doni dello Spirito Santo, nel sacramento della Cresima, ci sono donati per la costruzione della comunità cristiana e per la testimonianza del Vangelo nel mondo. L’Eucarestia porta a pienezza questo cammino.
Quanto vi ho descritto è il contenuto del nuovo percorso che è stato proposto a tutta la diocesi circa l’Iniziazione Cristiana dei fanciulli e dei ragazzi. Nella lettera ai genitori, un anno fa, scrivevo: «Nella nostra tradizione, la Prima Comunione costituisce per i bambini e i genitori un indimenticabile giorno di festa. Ma, certamente, non è la “festa della Prima Comunione” lo scopo e il punto di arrivo dell’Iniziazione Cristiana dei vostri figli. Il vero scopo è aiutare i bambini e i ragazzi ad entrare nella comunità cristiana e ad acquisire una “mentalità di fede”, cioè imparare a pensare, ad amare, a scegliere, a vivere come ci ha insegnato Gesù. Lungo questo cammino i sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia (e anche quello della Confessione) rappresentano le grandi tappe che ci avvicinano alla méta. La domanda, allora, non è “quando” si celebra la Prima Comunione, ma “come” possiamo accompagnare i nostri figli all’importante appuntamento con Gesù Eucaristia. E in questo percorso di avvicinamento ci sarà uno stretto coinvolgimento di voi genitori e, d’accordo con voi, sarà fissato il “quando”».
Domenica scorsa, Benedetto XVI ha rivolto alle famiglie questa esortazione: «Nel tempo pasquale la Chiesa, solitamente amministra la Prima Comunione ai bambini. Esorto, pertanto, i parroci, i genitori, i catechisti a preparare bene questa festa della fede, con grande fervore ma anche con sobrietà».
Parole sacrosante: “fervore” e “sobrietà”.
Fervore equivale ad intensità di amore. Il fanciullo percepisce, seppur inizialmente, l’importanza dell’incontro personale con Gesù. Tutta la catechesi dovrebbe portare a rendere più vivo e più profondo questo rapporto di amicizia.
Sobrietà significa non caricare questo giorno di tante cose, non solo superflue ma addirittura dannose, che distolgono la vista dall’essenziale. È importante educare i bambini a riconoscere Gesù anche nella persona dei poveri, dei sofferenti, soprattutto nei coetanei del mondo che patiscono fame, sono malnutriti, non hanno ancora accesso all’istruzione. Sobrietà si deve coniugare con solidarietà.
A tutte le famiglie che sono coinvolte nella preparazione e nella celebrazione della Prima Comunione dei loro figli, voglio assicurare il mio ricordo e la mia preghiera. Mi preme soprattutto dire: non impoverite, con una mondanità inopportuna e con tentazioni narcisistiche (il mio bambino deve essere più importante degli altri), questo giorno che segna l’inizio di un cammino di amicizia con Gesù destinato a diventare sempre più profondo e gioioso.

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