Ma come fai, Signore,

a non stancarti di me?

Non vedi quanto sono incoerente?

Non hai occhi per la mia ipocrisia?

Non ti vengono a nausea

le mie continue lamentele,

le mie preghiere miopi,

i miei continui “aiutami a”?

Come puoi sopportare ancora

le mie fughe,

i miei tradimenti,

le mie scorciatoie?

Mi smarrisco

e la tua mano

mi indica la via di casa.

Annego nel mio peccato

e la tua misericordia

mi riporta a galla.

Sei davvero un Dio ostinato.

O forse folle,

se davvero sei disposto a tutto

pur di non perdere uno come me.

Io, con me,

mi sarei già arreso da un pezzo.

Tu, invece, sei ancora qui.

Se muoio di fame

per me ti fai cibo.

Se muoio di sete,

per me ti fai acqua.

Se cado nel baratro,

scendi con me

per riportarmi alla luce

sulle tue spalle.

Davvero non so come fai, Signore,

a non stancarti di me.

Per questo, ancora una volta,

ti corro incontro.

Almeno per dirti grazie.

Mi sembra il minimo.

 

Patrizio Righero