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Chiesa  

Mons. Pietro Giachetti a 20 anni dalla morte

Mons. Pietro Giachetti a 20 anni dalla morte

Pioniere del dialogo ecumenico e vicino al mondo del lavoro, Mons. Pietro Giachetti che guidò Pinerolo dal 1976 al 1998, si spense il 6 agosto 2006.

Il 6 agosto ricorre il ventesimo anniversario della scomparsa di Monsignor Pietro Giachetti, figura eminente della Chiesa italiana, pioniere del dialogo ecumenico e pastore dalla profonda sensibilità sociale e spirituale.

Nato a Castelnuovo Nigra, nella diocesi di Ivrea, l’8 settembre 1922, fu ordinato presbitero il 29 giugno 1946. La sua vocazione fu da subito caratterizzata da un forte impegno verso il laicato e la società civile: conseguita la laurea in Filosofia all’Università Cattolica di Milano, guidò le ACLI della diocesi di Ivrea dal 1957 al 1968, per poi trasferirsi a Roma come vice-assistente nazionale. In anni complessi, segnati dalla contestazione e dalle prime crisi industriali, mons. Giachetti seppe offrire una vicinanza concreta ed evangelica al mondo del lavoro.

Eletto alla sede vescovile di Pinerolo il 1° maggio 1976 e ordinato vescovo il 29 giugno dello stesso anno, comprese fin dall’inizio che la particolare realtà del Pinerolese richiedeva un impegno ecumenico coraggioso e profetico. Nella complessa stagione della ricezione del Concilio Vaticano II, si confrontò apertamente con il mondo valdese, trasformando la Diocesi di Pinerolo in un laboratorio e punto di riferimento nazionale per la riflessione ecumenica. Da questa feconda stagione nacquero traguardi storici, come la redazione del “Testo comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e valdesi o metodisti” e del relativo “Testo applicativo” , ufficiale accettato dalla CEI e dalla Chiesa valdo-metodista.

Divenuto vescovo emerito il 7 luglio 1998, scelse di vivere gli ultimi anni della sua vita terrena a Torino, nella Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), testimoniando fino all’ultimo la carità verso gli ultimi. In questo periodo continuò la sua missione promuovendo la dimensione spirituale del dialogo ecumenico nei monasteri di clausura del Piemonte, fermamente convinto che il cammino verso l’unità dei cristiani dovesse sempre nutrirsi di preghiera intesa e contemplazione.

A vent’anni dalla sua salita al Cielo, la figura di Mons. Pietro Giachetti resta un esempio di fedeltà al Vangelo, di passione sociale e di profezia ecumenica per tutta la Chiesa e la comunità civile.

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