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Chiesa  

Inizia l'anno della fede

Inizia l'anno della fede

Un itinerario spirituale alla riscoperta dell’incontro col Cristo L’evangelista Giovanni dopo aver presentato il lungo discorso di Gesù sul pane dal cielo e sulla sua carne come cibo (Gv 6), mette in evidenza il profilarsi di un fallimento: molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Perché? Lo spiegano chiaramente: la parola di Gesù è una parola dura. Chi può ascoltarla e comprenderla? Dura era stata la parola di Gesù anche per il giovane ricco: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri. Dure le parole pronunciate sulla montagna: «ama i tuoi nemici», «se uno ti colpisce porgi l’altra guancia»…
Ciò che Gesù è venuto a proporre non è una nuova morale più o meno difficile da praticare, ma una visione ancora più rivoluzionaria, una fede ancor più dura da comprendere e da accettare: io sono il pane di Dio; io trasmetto la vita di Dio; la mia carne dà la vita al mondo. Nessuno aveva mai osato pronunciare parole simili e con questa pretesa, con questa autorità. E nessuno aveva mai parlato di Dio in questo modo: un Dio che va a morire d’amore, che si fa piccolo come un pezzo di pane, si fa cibo per l’uomo. Questa è una fede in cui l’uomo può vivere un “corpo a corpo” con Dio, fino a diventare una cosa sola con lui. Ed ecco la svolta del racconto di Giovanni: dice Gesù: «Forse volete andarvene anche voi?» C’è un velo di tristezza in questa domanda di Gesù, è la consapevolezza della crisi ormai in atto. Ma c’è anche fierezza e sfida, e soprattutto un appello alla libertà di ciascuno: siete liberi, andate o restate, ma scegliete seguendo quello che sentite nella vostra coscienza! La crisi suscitata dalle parole di Gesù può rappresentare anche la crisi che oggi la Chiesa si trova a vivere. Papa Benedetto XVI con la lettera “Porta Fidei” ha indetto l’Anno della Fede, che inizierà ufficialmente l’11 ottobre 2012, e afferma: «Capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato» (n.2). Dunque: «Volete andarvene anche voi?». E Pietro con la solita risolutezza risponde: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!”. E noi con lui: siamo chiamati a scegliere di nuovo, andare o restare. Anche noi possiamo far nostre le sue parole: Signore da chi possiamo andare? Solo Tu solo hai parole di vita bella e buona, di vita eterna. Non abbiamo altro di meglio. Tu solo. Nessun altro abbiamo su cui poggiare la vita. Tu solo hai parole che danno vita al cuore, lo scaldano e purificano, ne sciolgono la durezza, danno il giusto sapore e la giusta luce all’esistenza. “Non possiamo accettare che il sale diventi insipido e la luce sia tenuta nascosta”. Dobbiamo ritrovare il gusto di nutrirci della Parola di Dio, trasmessa dalla Chiesa in modo fedele, e del Pane della vita, offerti a sostegno di quanti sono suoi discepoli» (n. 3). Questo nuovo anno sarà per tutta la Chiesa una preziosa occasione, da non sprecare, per mettere al centro l’annuncio del Vangelo di Gesù. «L’insegnamento di Gesù, infatti, risuona ancora ai nostri giorni con la stessa forza: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la via eterna”. L’interrogativo posto da quanti lo ascoltavano è lo stesso anche per noi oggi: “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?”. Conosciamo la risposta di Gesù: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato” (Gv 6,29). Credere in Gesù Cristo, dunque, è la via per poter giungere in modo definitivo alla salvezza» (n. 3).Vogliamo impegnarci a rivivere la gioia e il coraggio di una salvezza che va sempre ri-cercata, non perché sia venuta meno da parte di Dio, ma perché affidata a noi credenti dal cuore sempre troppo fragile. Non sempre sappiamo mostrarne la bellezza che sa rendere buona e ricca la nostra vita personale e quella delle nostre comunità: «La Parola del Signore corra e sia glorificata» (2Ts 3,1).

CARLO ROCCATI La lettera di indizione dell'Anno della fede

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