Skip to Main Content

Chiesa  

Il commento alla Parola della settimana

Il commento alla Parola della settimana

A cura di Carmela Pietrarossa Domenica 25/11/’12 Solennità di N. S. Gesù Cristo, Re dell’universo.
Parola del giorno: “Il mio regno non è di questo mondo” (Gv 18,36) .

Gesù si definisce re, ma non alla maniera umana. Egli, infatti, ha per trono una nuda croce e per corona quella di spine; non viene per essere servito, ma per servire e dare la vita, e tutto questo avendo come ratio, unicamente, quella della passione per l’uomo, che vuole salvo e accanto a sè nel suo regno. Umanamente è un paradosso, ma l’Amore conosce questi paradossi.
Concedici, Signore, di fuggire la logica dei riconoscimenti, onori e stima, per sposare, invece, quella del servizio e della tutela dei diritti dei più deboli per regnare insieme a te nel tuo Regno.
Grazie per quest’anno liturgico che ci hai concesso di vivere insieme a Te.

26/11/’12 Festa del B. Giacomo Alberione, sacerdote, fondatore della Famiglia Paolina
“Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6 Liturgia propria)

Conformarsi a Gesù Maestro, Via, Verità e Vita fu l’assillo e l’anelito di tutta la vita del beato Alberione; come Paolo fu animato da un intenso zelo apostolico che lo faceva trepidare al pensiero che vi fossero anime che non conoscevano Gesù Cristo. Bisognava, pertanto, raggiungerle utilizzando i mezzi di oggi, i più nuovi ed arditi che il progresso conia e questo solo per consentire agli uomini di ogni tempo di trovare ed innamorarsi dell’unica Via per la salvezza, Gesù.
Possa il Signore suscitare nuovi e santi apostoli della comunicazione sociale che promuovano i valori sociali e cristiani per il progresso della società del nostro tempo.

27/11/’12 Parola del giorno: Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io” e “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro (Lc 21, 8).

Catastrofisti: è di certo l’esatta qualificazione di tanti che vanno annunciando la fine dei tempi, facendosi profeti, parlando, cioè, a nome di Dio. Da tutti costoro siamo invitati da Gesù a guardarci, senza lasciarci ingannare.
Viviamo il quotidiano con serenità, assolvendo con professionalità e dedizione i nostri impegni familiari, lavorativi e sociali perchè è proprio in questi contesti ordianari che il Signore ci raggiungerà chiamadoci a sè. Scopriamone il volto nel vicino di casa, negli alunni delle nostre classi, nel povero che incrociamo per strada, perchè sarannno essi, domani, ad aprirci le porte del Paradiso.

28/11/’12 Parola del giorno: Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici…ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21, 16-18).

La strada di chi segue il Signore non è in discesa, e Gesù, con l’onestà che lo contraddistingue, non esita a rivelarlo. Persecuzioni e tradimenti attendono chi seriamente decide di mettersi alla Sua sequela, di andare controcorrente, di vivere il Vangelo senza sconti, di essere persona vera, senza ipocrisia e doppo volto. Costui sa che niente andrà perduto, che tutte le sue lacrime saranno asciugate ed ogni gesto, anche quello apparentemente più insignificante, riceverà un premio perchè Dio è datore di lavoro giusto ed adempiente, che paga sempre la mercede ai suoi operai.

29/11/’12 Parola del giorno: Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina (Lc 21,28).

Il cristiano è colui che non può permettersi di camminare a testa bassa sotto il peso dello scoraggiamento e delle angustie della vita, ma è chiamato a sollevare la testa, alzare il capo e guardare il cielo perchè di là verrà la salvezza.
Guardare il cielo è fonte di serenità e di pace; amiamo guardarlo e perderci in esso come quando ammiriamo e contempliamo l’immensità del mare. La mente, allora, si arresta di fronte a tanta bellezza e non può che rigenerarsi e ritrovarsi.
Dio è questa immensità nella quale amiamo perderci senza ragionare e, spesso, senza comprendere.

30/11/’12 Festa di S. Andrea, apostolo
Parola del giorno: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Mt 4, 19)

Amare Gesù, Persona viva, andare dietro di Lui, mettere i nostri piedi sulle sue orme di giustizia e di perdono, non prendere iniziative se non quelle che Lui, per mezzo dello Spirito, ci suggerisce, portare a Lui le persone con cui entriamo in contatto: questo, in sintesi, significa essere apostoli non di se stessi, ma del Maestro. Gesù ci dice di andare dietro di lui; si impegna, pertanto, ad essere sempre presente nella vita dei suoi discepoli, che lo incontreranno nell’Eucaristia e nella Parola. L’apostolo, quindi, non è solo, ma può contare sulla fedeltà di Colui che lo ha inviato a gettare le reti.

1/12/’12 State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita (Lc 21,34).

Un cuore ripiegato sotto il peso delle piccole o grandi croci di ogni giorno è un cuore che rischia di atrofizzarsi, di non sorridere più, incapace di riconoscere i segni di speranza e di bellezza che continuano ad esserci nelle nostre vite. Ci viene chiesto, invece, di vivere il tempo della prova con la luce della fede e della speranza, che dà un colore nuovo alle cose aprendole verso spazi infiniti ed eterni; è come lasciar entrare la luce in una stanza sempre al buio. Diamo spazio, allora, alla luce ed al sorriso nell’oggi del nostro tempo.

LASCIA UN COMMENTO  

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Visualizza l'informativa privacy. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *