Commento al Vangelo della “Domenica delle palme” a cura di Carmela Pietrarossa

Il lungo brano evangelico che viene proclamato in questa domenica offre numerosi spunti di riflessione; ad esso ci accostiamo con grande umiltà, riconoscendo tutta la nostra incapacità di coglierne il senso profondo e lasciando alla meditazione personale settimanale gli approfondimenti che lo Spirito, nella preghiera, susciterà.

Vengono descritti i momenti più tragici della permanenza di Gesù su questa terra: la folla grida affinchè venga crocifisso, preferendo un assassino a lui, il tradimento di Giuda, il rinnegamento di un amico, le percosse, gli sputi, l’angoscia tradotta in sangue, la croce, la morte, e tuttavia, Gesù chiede al Padre di perdonare.
Ci verrebbe da obiettare e contestare l’irrazionalità e l’assoluto non senso di questo modo di agire, contrario a qualsiasi parametro umano. Non possiamo, allora, che constatare che, anche nell’ora della sua passione, Gesù sconvolge le nostre logiche, va controcorrente e alla vendetta ed all’utilizzo della “spada”, antepone la legge del perdono e dell’amore che si fa offerta di sé al Padre per ognuno di noi.
Non possono albergare nel cuore degli amici di Cristo sentimenti di vendetta o smanie di potere, perchè l’unico “potere” che Egli può consentire è quello del servizio e della donazione totale.
Gesù è passato tra la sua gente beneficandola, ma dov’erano i destinatari di questi benefici quando è stato accusato, condannato e crocifisso?
Non aspettiamoci riconoscimenti per quanto di positivo i nostri gesti possono compiere, ci sarà una ricompensa di tipo diverso.
La follia della croce ci sconvolge e nel contempo apre la mente ed il cuore al ringraziamento per quanto il Signore ha fatto per ciascuno di noi; sì, perchè se si fosse trattato di salvare anche uno solo di noi, Gesù sarebbe morto in croce ugualmente.
Ciascuno è prezioso ai suoi occhi, a lui si dona totalemente e per lui vuole la felicità vera e duratura.
Inoltre, proprio perchè ha tanto sofferto, è vicino a quanti sono nel dolore, continuando a portare la croce insieme ai suoi figli. Non sentiamoci soli, quindi, nelle nostre disavventure, Lui è con noi.
Cotempliamo il crocifisso in questo tempo ed esclamiamo: Signore, quanto ci hai amati!