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Cronaca  

[ video ] La biblista Laura Verrani ha aperto il corso di formazione teologica e culturale permanente

[ video ] La biblista Laura Verrani ha aperto il corso di formazione teologica e culturale permanente

Sulla scia della lettera pastorale “In Festa” è ripartito giovedì 16 ottobre, presso il Seminario, il ciclo annuale della formazione teologica e culturale permanente promosso dalla Diocesi.

A inaugurare il percorso è stata Laura Verrani, biblista e docente di Sacra Scrittura, con una lezione dal titolo “La festa nella Bibbia”. Attraverso una lettura attenta di alcuni testi scelti dell’Antico e del Nuovo Testamento, la relatrice ha guidato i partecipanti a riscoprire il significato originario e spirituale della festa come tempo di libertà, di memoria, di alleanza con Dio e soprattutto di compimento dell’uomo.

La dispensa utilizzata, intitolata “Il sabato e la festa”, ha proposto alcuni passi fondamentali del Primo Testamento – da Gn 2 ed Es 20 fino a Dt 5 ed Ez 20 – che raccontano come il riposo sabbatico non sia semplice interruzione del lavoro, ma segno della santificazione e del legame tra Dio e il suo popolo. Nel Nuovo Testamento i due testi presi in considerazione sono Lc 15 con la sottolineatura della festa richiesta dal Padre, celebrata in onore del figlio minore ma non compresa da quello maggiore e Gv 2 dove il primo fra tutti i miracoli compiuti da Gesù e sul quale tutti si fondano, avviene proprio all’interno di un contesto di festa matrimoniale a Cana. Da notare che l’evangelista Giovanni riassume tutti i miracoli compiuti da Gesù nel numero paradigmatico di sette e li definisce significativamente come “segni”. Il legame che si crea nella festa, qualora non sia reso sterile ed evanescente dal nostro formalismo, come purtroppo spesso accade, ha lo straordinario potere di farci varcare la soglia dal “sesto giorno”, segno di imperfezione, carenza e schiavitù nella provvisorietà del vivere quotidiano al “settimo giorno”, segno di perfezione, pienezza e libertà nel compimento di ciò che è autenticamente umano. Per i cristiani il settimo giorno è divenuto nel Figlio l’“ottavo giorno” della domenica che indica il luogo di compimento definitivo dove convergono e si realizzano tutte le promesse.

La prof.ssa Verrani che ha arricchito la sua esegesi biblica con episodi tratti dalla sua biografia personale – e dalla sua conversione dall’ateismo stimolata dalla lettura de “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij dove Alëša, durante la veglia funebre dell’amato starec Zosima, vive paradossalmente un’esperienza di gioia intensa legata al significato della festa delle nozze di Cana – ha invitato a leggere la festa non solo come tempo di sospensione, ma come spazio di incontro, di gratitudine e di celebrazione gioiosa del dono della vita. In un mondo dominato dal ritmo produttivo, spesso alienante, la Parola di Dio ricorda che “il riposo è un atto di fede”: riconoscere, con gli occhi di Dio, che tutto viene da Lui e tutto a Lui ritorna.

L’incontro, seguito con interesse da un pubblico numeroso e partecipe, ha dato così avvio ad un percorso che vuole offrire strumenti di riflessione e crescita spirituale aperti a tutti, laici e consacrati, studenti e docenti, credenti e semplici cercatori di senso.

I prossimi appuntamenti della Formazione Teologica e Culturale Permanente proseguiranno nelle settimane successive, sempre al Seminario di Pinerolo, secondo il calendario suindicato.

Un’occasione preziosa per coltivare la mente e il cuore, riscoprendo insieme la profondità della festa cristiana e il suo dialogo con le domande dell’uomo di oggi.

Denis Gallino

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