Le impressioni di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino

Sorpresa, gioia ed emozione si sono accavallate nel cuore di monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e presidente della Cep (Conferenza episcopale piemontese) nel sentire l’annuncio dell’elezione al soglio pontificio del cardinale Bertoglio. «La sua semplicità – evidenzia l’Arcivescovo – e la scelta del titolo di Francesco indicano uno stile, il modo con cui vuole impostare il suo pontificato al grande valore della spiritualità e del grande impegno sociale che peraltro ha già messo in atto nella sua diocesi di Buenos Aires. Sappiamo che dalla spiritualità – ha proseguito Nosiglia – nasce una forte carica di promozione dell’uomo, di impegno verso la realtà dei più deboli. Sono convinto che ci offrirà un forte impulso sotto questo aspetto». Un modo di vivere che ha caratterizzato i santi sociali piemontesi, che Papa Francesco, di origine astigiana, conosce bene. «I nostri santi sociali – ricorda ancora Nosiglia – hanno percorso la strada di coniugare la spiritualità cristiana, l’impegno della fede, della preghiera con il servizio all’uomo nelle sue dimensioni. Hanno saputo darci una via su cui come Chiesa piemontese siamo chiamati a camminare. Ora avere un papa che conosce bene la nostra storia e che parla piemontese è motivo di orgoglio e grande attesa. Pensiamo che lui possa offrire a tutto il mondo quella dimensione che i nostri santi sociali hanno donato a tutta l’umanità». Ma questo induce per il Presidente Cep “anche a noi un grande impegno di responsabilità perché vogliamo che Lui si senta orgoglioso di noi, delle nostre Chiese, delle nostre comunità. Vogliamo essere suoi figli devoti, obbedienti e ricevere le indicazioni per essere all’altezza del grande dono che il Signore ci ha fatto accogliendo un figlio della nostra terra al soglio di Pietro». Rivolge infine un invito a tutti, anche a nome dei suoi confratelli Vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta, «a rinnovare il senso di obbedienza e di comunione con Francesco, accogliendone fin d’ora quel magistero e quella testimonianza che vorrà offrirci per una Chiesa più popolare, più umile, dedicata alla preghiera e all’impegno sociale verso un mondo che ha bisogno di un rinnovamento sia spirituale che sui valori della solidarietà, della giustizia, della pace».
Monsignor Nosiglia conferma che formulerà la richiesta a papa Francesco per ricevere un messaggio (o meglio videomessaggio) da trasmettere in occasione dell’Ostensione il sabato santo, come era già in accordo con Benedetto XVI. Esclude invece l’ipotesi, rimbalzata su social network, che il Papa possa assistere di persona all’Ostensione.