Nella mattinata di oggi – 15 agosto – il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, ha presieduto la celebrazione eucaristica nel prato adiacente a Piazza Pragelatesi nel Mondo in occasione della festa di Santa Maria Assunta (Patrona di La Ruà). Ben organizzata da amministrazione comunale, Pro Loco e Alpini, la messa ha visto la partecipazione di almeno un migliaio di fedeli, accolti anche da una calda giornata di sole. Nel dare il benvenuto a monsignor Olivero, il sindaco Giorgio Merlo ne ha sottolineato l’instancabile viaggiare da una comunità all’altra per testimoniare a credenti e non credenti il vangelo.

Il sindaco di Pragelato, Giorgio Merlo

Il vescovo Derio ha ricordato, mostrando ai fedeli il quadro “La Crocifissione” di Michele Baretta (artista del quale presso la galleria TinBer è possibile ammirare una bella collezione) esposta per l’occasione di fianco all’altare da campo: «In questa immagine il Cristo è mosso, contorto dal dolore (che non è mai una cosa bella), ma dietro c’è anche il sole, simbolo di quel Dio Padre che è un Dio affidabile, una roccia a cui ti puoi aggrappare, come si dice in montagna “una roccia che tiene”». Monsignor Olivero ha poi proposto una riflessione sulle dimensioni delle cose: «Siamo ai piedi dell’Albergian: quando lo guardi di qua ti pare enorme e sembra impossibile raggiungerlo, ma quando ci sali sopra se guardi sotto le case ti appaiono piccole e non ti accorgi delle persone e delle macchine. Dal basso le cose si mostrano enormi, mentre dall’alto ci sembrano piccole: quando eravamo bambini, ci sembrava che nevicasse più di ora perché la neve ci arrivava alla testa, ma eravamo noi ad essere piccoli; la mano di mio padre da bambino mi sembrava grande tre volte la mia, ma ero io allora ad essere piccolo… nella cultura moderna tutto ci sembra piccolo perché è una cultura forte, che pensa di avere tutto in suo potere e guarda tutto dall’alto e tutto perciò ci appare piccolo, anche Dio! Spesso diamo per scontate tante cose che ci appaiono piccole, i fiori, l’aria, l’Albergian: a volte stiamo una settimana in montagna e non ci accorgiamo dei fiori! Se però ci spostiamo dal centro e cambiamo punto di vista anche i fiori ci possono apparire enormi. A partire da Cartesio nei quattro secoli dopo il ‘600 abbiamo posto l’uomo al centro e Dio è diventato un oggetto profondamente inutile… Dobbiamo prendere ad esempio Maria, che nel Magnificat (che vuol dire “grandifica”!) ringrazia Dio che l’ha “guardata” nella sua piccolezza, nonostante la sua umiltà. Un’umiltà manifestata da Maria di fronte alla grandezza del Figlio nei vari episodi dall’Annunciazione alla Croce, un’umiltà in cui Maria viveva contenta: Maria, aiutaci a vedere Dio grande come lo vedevi tu! […] la messa è un’apertura del Paradiso, soprattutto durante la consacrazione quando scendono a fianco noi i santi e i nostri cari già saliti al Cielo: è uno squarcio di Paradiso».

Prima di impartire la tradizionale benedizione del “pane”, il vescovo ha rimarcato come «portando questo pane, segno di fiducia, nelle varie case, diciamo che Dio c’è, che Dio è grande»; quando i pragelatesi gli hanno offerto in dono un cestino dei loro prodotti, monsignor Derio ha evidenziato: «quando si prega tutti insieme, ognuno di noi fa un dono agli altri perché li aiuta a pregare: oggi eravamo in tanti e così, oltre a questo bel dono, ho ricevuto un altro prezioso dono, il vostro essere insieme a me in preghiera!»