La Piccola Casa della Divina Provvidenza di Pinasca, sabato 10 dicembre 2022, ha voluto ringraziare i volontari e i benefattori che da anni sostengono il Cottolengo.

 

 

Il 10 dicembre 2022 la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Pinasca ha ospitato la giornata “La missione nel cuore” per ringraziare i benefattori e i volontari del Cottolengo.

 

Un momento di famiglia

«La giornata – ha sottolineato suor Monica Gadda, direttrice della Casa Cottolengo di Pinasca – è nata per essere un momento di famiglia per ripartire dopo gli anni della pandemia in cui i volontari non hanno potuto prestare servizio accanto agli ospiti, anche se il volontariato non si è mai fermato, con i volontari che hanno infatti continuato a sostenere, anche a distanza, la Casa e le necessità degli ospiti attraverso diverse iniziative solidali, come pesche di beneficenza».

 

Benemerenze per i volontari

Sono stati premiati i volontari con alle spalle dai 10 ai 23 anni di servizio presso il Cottolengo di Pinasca. Non è mancato un ringraziamento anche per i numerosi benefattori del territorio, fra cui molti commercianti (che in diversi modi hanno sostenuto e sostengono la Piccola Casa), ai medici Biagio De Leo e Giuseppe Spidalieri (direttore sanitario della struttura).

 

 

Un abbraccio con i presenti e chi è già in cielo

Ha ricordato la presidente dell’Associazione Volontari Cottolenghini di Pinasca, Chiara Maccari: «Questa è la giornata del ritrovarci e dello stare insieme, aspetti mancati in questi ultimi due anni. Il tempo del servizio che ciascun volontario ha vissuto, chi più chi meno, rappresenta un cammino percorso sempre con la speranza; questo giorno di ringraziamento ci permette allora di vivere insieme, in un unico abbraccio, sia con i presenti sia con coloro che sono volati in cielo, ma che hanno costituito le fondamenta per la costruzione di ciò che siamo oggi».

 

La visita di Edo e Matti

Durante la cerimonia hanno fatto un salto con papà, mamma e sorella Edoardo e Mattia, due bambini di Perosa Argentina colpiti da una rara malattia, per le cui cure all’estero il volontariato cottolenghino ha raccolto degli aiuti.