7 marzo 2016

«Come segno concreto di impegno per la pace e la vita vorrei citare ed esprimere ammirazione per l’iniziativa dei corridoi umanitari per i profughi, avviata ultimamente in Italia. Questo progetto-pilota, che unisce la solidarietà e la sicurezza, consente di aiutare persone che fuggono dalla guerra e dalla violenza, come i cento profughi già trasferiti in Italia, tra cui bambini malati, persone disabili, vedove di guerra con figli e anziani. Mi rallegro anche perché questa iniziativa è ecumenica, essendo sostenuta da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Chiese Valdesi e Metodiste».

Così si è espresso all’Angelus di ieri Papa Francesco, che nella mattinata di sabato 5 marzo, ha ricevuto in Vaticano una delegazione valdese guidata dal pastore Eugenio Bernardini.

«E’ stato un incontro improntato alla fraternità e all’autenticità nello stile a cui papa Francesco ci ha abituati – ha commentato il moderatore della Tavola valdese, a margine della storica visita -. Ha incoraggiato tutti quanti a proseguire sulla strada della collaborazione e della comunione tra le nostre chiese, nonostante le diversità, e a volte anche le divergenze, che ci contraddistinguono».

Due le “aree di collaborazione” emerse durante l’incontro: «La prima – ha spigato Bernardini – è la missione della chiesa in un mondo sempre più secolarizzato e lontano dall’Evangelo, una missione che si deve caratterizzare con linguaggi nuovi, senza intenti proselitistici ma nello spirito della libera testimonianza in Cristo. In secondo luogo, una collaborazione nel servizio al mondo e alla società, quella che noi chiamiamo diaconia».

 

Altro tema affrontato è stato quello richiamato nell’Angelus, cioè la «grande tragedia dei profughi e dell’immigrazione  che interroga il nostro continente europeo e naturalmente anche le nostre chiese». Nella conversazione sono stati citati i corridoi umanitari promossi dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Tavola valdese, e che hanno recentemente portato in Italia, legalmente e in sicurezza, già 97 persone considerate particolarmente vulnerabili.

Valdesi con Papa Francesco - Foto Osservatore Romano