AGD – «Nella fase storica che stiamo vivendo il contributo dell’insegnamento della religione cattolica può essere determinante per favorire la crescita equilibrata delle future generazioni e l’apertura culturale a tutte le manifestazioni dello spirito umano».
Lo ricorda la presidenza della Conferenza episcopale italiana in un messaggio-appello in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nel prossimo anno scolastico 2014-2015. Scelta che avviene in gennaio. Scrivono i vescovi: «L’insegnamento della religione cattolica consente a tutti, a prescindere dal proprio credo religioso, di comprendere la cultura in cui oggi viviamo in Italia, così profondamente intrisa di valori e di testimonianze cristiane». Ricordando le parole di Papa Francesco – «la scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere» – la Cei annuncia per il 10 maggio 2014 un grande incontro a Roma del mondo della scuola italiano con Papa Francesco.
«Riteniamo che sia necessaria una formazione completa della persona, che dunque non trascuri la dimensione religiosa. Non si potrebbero capire altrimenti tanti fenomeni storici, letterari, artistici; ma soprattutto non si potrebbe capire la motivazione profonda che spinge tante persone a condurre la propria vita in nome dei principi e dei valori annunciati duemila anni fa da Gesù di Nazareth. È per questo che vogliamo ancora una volta invitare ogni studente e ogni genitore a guardare con fiducia e con simpatia al servizio educativo offerto dall’insegnamento della religione cattolica».
Il 10 maggio la Chiesa italiana vuole ribadire il proprio impegno e la propria passione per la scuola e l’educazione, e lo farà in maniera pubblica con un grande pomeriggio di festa e di incontro con il Papa in piazza San Pietro. Sono invitati gli studenti, gli insegnanti, le famiglie e tutti coloro che sono coinvolti in questa grande avventura.
La scelta se avvalersi o non avvalersi dell’ora di religione è in conformità a quanto stabilito dall’accordo del 18 febbraio 1984 – che fu siglato dal presidente della Cei cardinale Ugo Poletti e dal ministro della Pubblica Istruzione Franca Falcucci – accordo che ha modificato il Concordato Lateranense, e con quanto stabilito dalle Intese attuative che si sono succedute.
Parlando il 7 giugno scorso agli studenti delle scuole gestite dai Gesuiti in Italia e in Albania, Papa Francesco ha ricordato che «la scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di camminare, di percorrere la strada della vita. Come vi aiuta a crescere la scuola? Vi aiuta non solo nello sviluppare la vostra intelligenza, ma per una formazione integrale di tutte le componenti della vostra personalità».
Per rendere un servizio sempre più qualificato e adeguato, con l’Intesa tra la Conferenza episcopale e il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca – firmata a Roma il 28 giugno 2012 dal cardinale Angelo Bagnasco e dal ministro Francesco Profumo – sono stati fissati livelli più elevati di formazione accademica degli insegnanti di religione cattolica, almeno pari a quelli di tutti gli insegnanti e spesso anche superiori.
I vescovi ringraziano questi insegnanti, «oggi in gran parte laici, che con la loro passione educativa testimoniano nella scuola il valore della cultura religiosa, attraverso il cui servizio cerchiamo di venire incontro alle esigenze più autentiche degli alunni che frequentano le scuole italiane, alle loro domande di senso, alla loro ricerca di una valida guida».
Tutto questo è ben espresso nelle indicazioni didattiche recentemente aggiornate e in vigore nelle scuole. In quelle specifiche per il primo ciclo di istruzione si dichiara che «il confronto con la forma storica della religione cattolica svolge un ruolo fondamentale e costruttivo per la convivenza civile, in quanto permette di cogliere importanti aspetti dell’identità culturale di appartenenza e aiuta le relazioni e i rapporti tra persone di culture e religioni differenti».

Pier Giuseppe Accornero

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