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Cronaca  

Giubileo dei Giovani: nel cuore dell'uomo, il futuro della Chiesa

Giubileo dei Giovani: nel cuore dell'uomo, il futuro della Chiesa

Papa Leone XIV il 3 agosto ha esortato i partecipanti al Giubileo dei Giovani a “non accontentarsi” e a “cercare la giustizia per costruire un mondo più umano”.

Roma, Tor Vergata – È stato un vero tempo di grazia quello vissuto a Roma da oltre un milione di giovani provenienti da tutto il mondo e riuniti per il Giubileo dei Giovani. Un evento che ha superato ogni aspettativa, non solo per la straordinaria partecipazione, ma per la profondità spirituale che ha animato ogni momento.

Papa Leone XIV, con la voce semplice e profonda dei pastori, ha parlato al cuore di questa generazione inquieta, ma viva. “Non accontentatevi. Aspirate a cose grandi”, ha esortato. E poi ancora: “Se siete inquieti, non siete malati. Siete vivi”. Parole che hanno risuonato nel silenzio orante della veglia e nei volti attenti dei ragazzi, parole di verità, parole di Vangelo.

Il Santo Padre ha saputo riconoscere il grido di tanti giovani che cercano un senso, e ha indicato una via, quella di non chiudere gli occhi di fronte al dolore del mondo, ma lasciarsi coinvolgere, farsi prossimi. Ha ricordato Gaza e Kiev, come ferite aperte dell’umanità, e ha ribadito che la pace non è un sogno ingenuo, ma una responsabilità concreta affidata a ciascuno di noi. In quei giorni, la Chiesa si è mostrata davvero madre, accogliente, coraggiosa, vicina. Non una comunità che giudica ma che, semmai, accompagna. Che crede nei suoi figli, specialmente nei giovani, e li chiama per nome. La veglia di preghiera è stata una Pentecoste silenziosa, dove lo Spirito Santo ha agito attraverso l’ascolto, la lode, la fraternità.

Nel suo discorso all’Angelus il Papa ha detto con chiarezza “cercate la giustizia per costruire un mondo più umano”. È questo il mandato che risuona forte anche nelle nostre comunità locali. Siamo chiamati a essere seminatori di pace, a partire dai piccoli gesti, quelli della vita quotidiana, l’accoglienza, il perdono, l’onestà, il dialogo.

Toccante il riferimento all’amore di Dio come fonte di ogni vero coraggio, “Il coraggio per scegliere viene dall’amore di Dio”. Non si tratta, dunque, di forza umana, ma di una grazia che si riceve e si dona, nella libertà e nella fede.

In questo clima ha trovato posto anche la voce della vita civile. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di “giorni storici di gioia e speranza”.

I giovani che hanno animato le giornate di Roma sono apparsi veramente come la luce nella notte. Non spettatori, ma protagonisti del Vangelo. Come ha detto il Papa, “siete il sale della terra e la luce del mondo”.

Ora il cammino continua. L’appuntamento è a Seul nel 2027, ma ciò che è stato seminato a Roma chiede di portare il frutto anche nelle nostre parrocchie, nelle famiglie, nelle scuole, nelle strade.

Il Giubileo ci ha ricordato che la giovinezza non è solo un’età, ma uno stato dell’anima, è il coraggio di credere che il bene è possibile, e che l’amore è la vera forza che cambia il mondo. I giovani non sono solo il “futuro” della Chiesa, sono il suo presente più vivo e promettente. Custodiamoli. Ascoltiamoli. Camminiamo con loro.

Stefania Parisi

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