Fumata bianca. Il momento atteso da milioni di fedeli, in tutto il mondo – e non solo – è finalmente arrivato.  Alle ore 19.06 di oggi (mercoledì 13 marzo 2013) il comignolo della Cappella Sistina ha emesso fumogeni bianchi, grazie all’ausilio di una delle due stufe, quella che non contiene le schede bruciate dopo la votazione, ma che è esclusivamente dedicata, grazie ai fumogeni, a “colorare” di bianco il cielo, con quel segnale che i fedeli sono abituati a decifrare, scrutando quello spicchio di orizzonte con il naso all’insù. Con tenacia, nonostante la pioggia insistente che da stamattina sta imperversando su Roma. Dalla fumata bianca all’annuncio del nome del nuovo Papa dalle labbra del protodiacono, il cardinale Jean-Louis Tauran, passeranno circa quarantacinque minuti, ma con la sosta di preghiera personale e silenziosa davanti al Santissimo, nella Cappella Paolina – novità del Conclave di quest’anno – potrebbero diventare di più.

 

Che cosa avviene dopo l’elezione?

Una volta raggiunto il quorum per l’elezione canonicamente valida del nuovo Papa, il cardinale decano – in questo caso il presidente dell’assemblea, che è il cardinale Re – si rivolge a lui con la domanda: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” E, dopo la risposta, l’altra domanda: “Con quale nome vuoi essere chiamato?”. Dopo questa “breve cerimonia” nella Sistina, avviene la bruciatura delle schede e la fumata, che è bianca se l’accettazione è avvenuta. Il Pontefice nuovo va nella cosiddetta “Stanza delle lacrime”, per indossare le vesti papali e torna nella Sistina, dove c’è un’altra piccola cerimonia con una preghiera, la lettura di un passo del Vangelo “tipicamente legato al ministero petrino”, e una preghiera in cui – ha spiegato padre Lombardi – “entrano come attori il primo dell’Ordine dei diaconi, il primo dell’Ordine del presbiteri, il primo dell’Ordine dei vescovi”. Poi c’è l’atto di ossequio e di obbedienza dei cardinali al nuovo Papa, sempre nella Sistina. Il nuovo Papa, appena eletto, mentre esce dalla Cappella Sistina dopo l’atto di omaggio dei cardinali, per andare alla Loggia passa attraverso la Cappella Paolina e fa “una breve preghiera personale, silenziosa davanti al Santissimo Sacramento”. Poi riprende il cammino e si affaccia alla Loggia delle Benedizioni per dare alla folla in Piazza san Pietro il suo saluto e impartire la prima benedizione “Urbi et Orbi”. In quest’occasione il protodiacono annuncia anche l’indulgenza, come si fa a Pasqua e a Natale.