Nominato nel 2008 l’organismo consultivo diocesano ha terminato il suo mandato Quattro anni, tredici sedute (tre “sociali” e dieci pastorali), due moderatori, due vicari, quattro assemblee. Questi, in sintesi, i numeri del Consiglio pastorale diocesano che, lunedì 28 novembre, si è riunito per l’ultima volta. Nominati nel 2008 i delegati hanno, infatti, esaurito il loro mandato e si incontrati per verificare il lavoro svolto.
Il vescovo ha aperto la serata con un momento di preghiera e presentando la nuova lettera pastorale “Credette lui con tutta la sua famiglia” (Gv. 4,53). «Nel testo della lettera – ha spiegato monsignor Debernardi – ho voluto richiamare i progetti di rinnovamento della catechesi e proporre alcuni impegni operativi: la collaborazione tra pastorale giovanile e famigliare, ripensare i percorsi di preparazione al matrimonio, rinnovare l’attenzione agli adolescenti e alle famiglie in difficoltà».
Ha quindi presentato il nuovo vicario della zona pastorale don Rafael Urzua Galvez che sostituisce Don Luciano Bertinetto trasferitosi a Loppiano.
Il moderatore Paolo Frairia ha, quindi, riassunto il percorso del Consiglio, ringraziando il suo predecessore Renzo Furlan, il vicario episcopale Rino Girotti e Vita diocesana per il servizio di informazione sul cammino pastorale della diocesi. Il confronto, innescato da alcune domande preparate dalla segreteria, ha messo evidenza luci ed ombre del quadriennio. Diversi interventi hanno registrato un buon clima di collaborazione durante le sedute. D’altro canto è stata lamentata una certa difficoltà ad elaborare proposte concrete e percorribili. Il vicario generale, monsignor Gustavo Bertea, ha fatto notare che «non è stata rispettata pienamente la natura del Consiglio che dovrebbe avanzare proposte operative. Deve essere rivisto lo statuto per prendere in considerazione sul serio i compiti di un Consiglio che per natura sua è consultivo».
Altro scoglio rimasto insuperato quello della difficile, se non inesistente, comunicazione tra il Consiglio Pastorale diocesano e quelli zonali e parrocchiali.
Su questo versante sono state avanzate alcune proposte: inserire nel nuovo Consiglio diocesano un delegato per ogni parrocchia; decentrare nelle zone l’annuale assemblea diocesana; aprire ai laici, a mesi alterni, l’incontro zonale dei presbiteri.
Al di là selle specifiche strategie che verranno adottate, resta un dato di fatto la scarsa percezione dell’appartenenza alle zone pastorali e la difficoltà a coinvolgere i laici in un impegno che spesso pare sterile fine a se stesso.

P.R. L'ultima seduta del Consiglio Pastorale Diocesano